di Dani de la Orden; con Emma Vilarasau, Enric Auquer, Maria Rodriguez Soto, Alberto San Juan, Clara Segura, 2024, Spagna, durata 105 minuti.
Montse è una donna matura con due figli adulti - David e Julia - e un ex marito, Carlos. Dopo il divorzio Montse non è più riuscita a trovare un suo equilibrio, soffre di solitudine e le manca il conforto della famiglia. Così, con il pretesto di svuotare la casa al mare e prepararla per la vendita, decide di invitare tutti quanti - figli, compagne e compagni, nipoti ed ex marito - per il fine settimana a Cadaqués, sulla Costa Brava, là dove andavano a trascorrere le estati tutti insieme quando i ragazzi erano piccini e la famiglia era unita. Montse vorrebbe almeno per qualche giorno ritrovare quell’armonia famigliare che il tempo e la vita si sono portati via, ma nulla sembra andare in quella direzione.
Dalla vendita della casa al mare tutti i familiari hanno piani ed aspettative diverse, Montse vorrebbe utilizzare il ricavato per pagare la residenza della nonna in una casa di riposo (ma anche qui il destino deciderà autonomamente prima ancora che Montse possa prendere qualsiasi decisione), Julia desidererebbe acquistare un lotto di terreno e David, musicista con più ambizioni che talento, intenderebbe usare i soldi per produrre il suo nuovo album. E poi c’è Carlos, che arriva a Cadaqués con la nuova compagna e prende tutti in contropiede. Già, perché Montse non ricordava un dettaglio piuttosto importante, ovvero che la casa è intestata unicamente a lui, a Carlos, che non ha alcuna intenzione di vendere…
Dramedy intenso e ben strutturato, “Casa in fiamme” (in programmazione al “Classico” e ai “Due Giardini” di Torino, e presto in Provincia, ndr) ha vinto il Premio Goya 2025 per la Miglior Sceneggiatura Originale grazie al suo ritmo brillante e l’acuto dosaggio di serietà e ironia, di dramma e commedia. La narrazione, vivace e mai banale, pone al centro i (pochi) pregi e i (molti) difetti dei vari protagonisti (Carlos bugiardo e sfuggente, Montse anche lei bugiarda e manipolatrice, Julia nevrotica, David fragile e insicuro…) in una ridda di sotterfugi, mezze verità, battibecchi e diverbi in molti casi esilaranti, in altri sconfortanti, che tracciano un quadro fedele dell’odierna società borghese catalana (europea?), un affresco tra il comico e il grottesco dell’ipocrisia contemporanea che innerva e attraversa le nostre vite, e ci costringe a barattare quel poco di verità che abbiamo tra le mani per un po’ di affetto, per non morire di solitudine. Da vedere.
























