“Si sente la mancanza di un luogo adeguato per i concerti (e per il teatro) tutto l’anno. In una parola: un auditorium”. Partendo dalla riflessione fatta sullo scorso numero del nostro giornale, abbiamo deciso di incontrare le realtà che durante l’anno garantiscono quella fervente proposta culturale di concerti e spettacoli teatrali che caratterizza la nostra città.
Abbiamo interpellato per prima la Fondazione Fossano musica, ente che vanta ormai numeri impressionanti di docenti e di allievi, gestisce due sedi a Bra e Ceva, e ha all’attivo una grande proposta di concerti, spettacoli e progetti. “Ma al momento siamo costretti a concentrare quasi tutta la nostra stagione artistica in estate”, spiegano il direttore e il presidente della FFm, Gianpiero Brignone e Antonio Miglio.
Il perché è ovvio: a Fossano non c’è un luogo - al chiuso - adeguato per ospitare gli artisti sul palco e il pubblico in sala. Basta fare una chiacchierata con Miglio e Brignone, o aver partecipato ad alcuni dei concerti proposti in estate dalla FFm (l’ultimo aveva 90 musicisti sul palco e ha fatto registrare quasi 700 spettatori in due giorni), per avere la riprova che un auditorium serve, farebbe bene alla città e sarebbe utilizzato quasi tutto l’anno solo con le “produzioni nostrane”.
30-40 SPETTACOLI ALL'ANNO
“Noi in inverno abbiamo due concerti importanti con l’orchestra FFm classica che viene ospitata in Sant’Antonio. In estate arriviamo a 30 in circa due mesi. Pur mantenendo la stagione estiva all’aperto, se ridistribuissimo in altro modo il calendario, o aggiungessimo delle repliche, solo come FFm potremmo proporre un paio di concerti al mese”. A questi (sempre ipoteticamente) si possono aggiungere almeno una decina di spettacoli promossi dalla Corte dei folli, i due concerti di S. Cecilia e S. Giovenale dell’Arrigo Boito, spettacoli di Mascateatrale. E ancora i saggi delle orchestre del Sacco e del Paglieri, per fare un esempio. In poco si arriva a contare 30-40 spettacoli all’anno.
Ma serve un auditorium vero, in uno spazio adeguato, quel che “I portici” hanno già dimostrato di non poter essere.
“La bocciofila Forti Sani andrebbe benissimo, ma l’uso promiscuo non è funzionale, non si può rispondere in modo ottimale alle esigenze di tutti”: Miglio e Brignone su questo aspetto hanno le idee molto chiare. L’Amministrazione comunale già lo scorso anno aveva annunciato la volontà di riqualificare la Forti Sani, dopo averla messa in sicurezza adeguandola alle prescrizioni dei Vigili del fuoco, per farne una struttura polifunzionale a servizio della città. La progettazione è iniziata e avanza.
UN AUDITORIUM SOLO PER GLI SPETTACOLI
Ma non è la soluzione definitiva alla necessità - concreta - di avere un auditorium. Perché, per funzionare al meglio, una sala spettacoli deve essere dedicata “solo” a quello: non si può pensare, concretamente, di far convivere le esigenze delle squadre di bocce che hanno tornei, campionati, trofei e gare distribuiti praticamente tutto l’anno, quasi sempre nel weekend, con le necessità di chi fa concerti o spettacoli teatrali. “Se l’uso è promiscuo, allora, bisognerebbe anche posizionare ogni volta e poi stoccare (dove? E chi se ne occuperebbe? ndr) a ogni fine spettacolo sedie, impianti audio e luci, palco... - sottolineano Brignone e Miglio -. Solo se ci fossero mesi interi in cui i campi interni non vengono utilizzati, si potrebbe ipotizzare di ‘allestire’ un auditorium da smantellare dopo qualche settimana di utilizzo intenso”.
Una sala-spettacolo ideale avrebbe circa 500-600 posti, “non ne servono di più. Una capienza simile in provincia riesce ad averla solo il teatro di Alba. Tutti gli altri sono più piccoli. Questo ci renderebbe polo attrattivo anche per produzioni che arrivano da fuori e che sono sempre alla ricerca di spazi belli, adeguati e capienti da affittare per portare in scena i loro spettacoli”.
LA FORTI SANI: PERFETTA COME AUDITORIUM, OTTIMA PER LE BOCCE. MA L'USO PROMISCUO NON È FUNZIONALE
La Forti Sani è (sarebbe)una struttura che si presta in tutto: “Si potrebbe realizzare un palco a tutta grandezza della sala. Il retro palco c’è già e garantirebbe una soluzione logistica sufficientemente spaziosa per ricavarne camerini. Una platea da 500-600 posti che va a ‘crescere’, permetterebbe di recuperare sotto la platea un’altra sala per fare le prove con l’orchestra o per fare un auditorium ‘ridotto’ - sottolinea Brignone che ammette di aver già immaginato quella struttura molte volte -. Sono proprio convinto che se fatta bene, pannellata in legno per garantire una buona acustica, con sedie o poltroncine comode, veramente Fossano si doterebbe di una struttura bella, acusticamente funzionale, pronta e gestibile senza dover fare chissà cosa”. “Così - aggiunge Miglio - si garantirebbe anche movimento in più alla struttura, che è già dotata di un’area bar-ristorante che risponderebbe bene alle esigenze di pubblico e di artisti”.
I VANTAGGI
Avere un auditorium “dedicato” e poter così programmare nella stagione fredda (che per Fossano significa da ottobre a maggio) spettacoli e concerti darebbe altri vantaggi: spesso in estate gli eventi fossanesi sono in concomitanza con altre grandi kermesse in Granda, provincia con un calendario estivo affollato di iniziative; alcuni artisti molto “richiesti” in estate alzano il cachet e invece in inverno potrebbero accettare ingaggi più “concorrenziali”; una buona capienza in un bel luogo permetterebbe di far pagare un biglietto adeguato agli spettatori consentendo così anche di portare in equilibrio la spesa per il concerto. Ci sono anche artisti che ad oggi, nonostante l’indubbia ottima reputazione di molti enti fossanesi, a Fossano non verrebbero perché non c’è uno spazio adeguato, ma forse con un auditorium funzionale e accogliente...
La Forti Sani, quindi, è - anzi sarebbe - un luogo perfetto, ma se rinnovato al suo interno e utilizzato solo come auditorium. Per le bocce, gli atleti e gli appassionati di questo sport, bisognerebbe, ovviamente, trovare una soluzione adeguata alle loro esigenze (se i campi all’aperto venissero dotati di copertura e riscaldamento, sarebbero sufficienti?).
Altrimenti in questo caso, la convivenza tra arte e sport sembra davvero impossibile. Potrebbe funzionare come soluzione “tampone” o “piano b” talvolta. Ma Fossano non necessita di un piano B, necessita di un Auditorium con la A.






























