Gli autotrasportatori temono un “autunno caldo”, ovvero difficile per i tre mesi di chiusura, fino all’inizio di dicembre, del traforo del Monte Bianco dove si svolgono interventi di manutenzione straordinaria e per la ripresa dei lavori sull’autostrada Torino-Savona, dopo la pausa estiva.
“Anche se abbiamo un passaggio secondario con il valico stradale del Frejus - commentano da Confartigianato Claudio Berardo e Giovanni Rosso, rispettivamente rappresentante provinciale e regionale degli Autotrasportatori -, l’impatto per la nostra categoria è negativo per il rallentamento e gli ingorghi che inevitabilmente scaturiscono da una situazione logistica al collasso. Per non parlare degli extracosti e una dilatazione dei tempi di percorrenza". “Per quanto riguarda la situazione della Torino-Savona - continuano dall’associazione di categoria -, i disagi e i rallentamenti rendono faticosa e sincopata la percorrenza di molti tratti. Queste criticità rappresentano un danno importante per il mondo produttivo, per non parlare del maggiore inquinamento per l’ambiente".
"Sia chiaro - concludono i rappresentanti di Confartigianato -, la manutenzione deve essere fatta; ma non possiamo, per questo, penalizzare ulteriormente il comparto dell’autotrasporto sul quale gravano difficoltà ormai ataviche come la carenza di personale, gli extracosti di percorrenza e il ridimensionamento del volume d’affari dovuto anche alla situazione geopolitica in atto. Per affrontare queste criticità chiediamo un sostegno, dei ristori e la possibilità di non pagare i transiti nei tratti cantierizzati”.































