Il presepe napoletano e piemontese di scena a Savigliano

Dal 13 dicembre al 6 gennaio; in uscita anche un libro che accompagna l’evento

Diapsi

Passione, ricerca, narrazione, creatività, e artigianalità: questi gli ‘ingredienti’ che gli artisti Alessandra Relmi e Felice Pavese, hanno impiegato per realizzare il “Presepe Antropologico: il cammino dell’umanità attraverso la storia del presepe napoletano e piemontese” in mostra nella chiesa Agorà (ex confraternita di San Giovanni Battista di Savigliano, in via Torino 3) dal 13 dicembre al 6 gennaio. Il progetto - corredato anche dalla pubblicazione di un libro che riprende lo stesso titolo e che sarà presentato il 17 dicembre, alle 17, nella Sala di Sant’Agostino accanto alla Biblioteca civica - è patrocinato dal Comune di Savigliano, dall’Asl Cn1 con il Dipartimento di Salute mentale e dalla Diapsi (associazione difesa malati psichici) con il sostegno della Banca Crs. 

Lunedì 1° dicembre, nel corso della conferenza stampa avvenuta nella sala consiliare del Municipio saviglianese, ne hanno dato annuncio il sindaco Antonello Portera, l’assessore alla Cultura Roberto Giorsino e la responsabile dei servizi culturali Laura Mellano. All’iniziativa hanno collaborato diversi pazienti dei centri di salute mentale, centri diurni e comunità terapeutiche di Savigliano-Fossano-Saluzzo. Al tavolo dei relatori presenti anche il direttore generale dell’Asl Giuseppe Guerra, Francesco Risso, direttore del Dipartimento di Salute mentale e il presidente Diapsi Lorenzo Lanfranco. 

“Già in epoca primitiva l’uomo rappresentava con sembianze umane le forze della natura considerate come divinità - ha raccontato Alessandra Relmi - raffigurando miti, storie e leggende. Manufatti antropomorfi erano presenti anche nelle culture greca, celtica e romana. Verso la fine del Settecento la presepistica cristiana, fino ad allora riservata solo ai luoghi di culto e alle dimore nobiliari, cominciò a farsi strada come usanza popolare reinterpretando anche simboli e narrazioni di epoca pagana. Il nostro presepe coniuga  la tradizione napoletana e quella piemontese del pastore Gelindo, le leggende del passato con riferimenti al nostro presente e alla contemporaneità perché il messaggio di consapevolezza spirituale e rinascita dell’umanità è sempre attuale”.

Felice Pavese ha aggiunto: “Il presepe racconta l’uomo, il bene e il male, perdizione e salvezza. L’immaginario presepistico classico riconosce 72 figure, ma molte altre, legate alla storia e alle leggende locali trovano posto al suo interno. Sotto le sembianze di un oste bonario può nascondersi un demone, in fondo ad un pozzo può celarsi uno ‘spauracchio’, dalle profondità del lago emergono figure sinistre. Narrazioni che ci aiutano ad esorcizzare paure, lati oscuri e pregiudizi. Posso anticipare che il Bambino del nostro presepe quest’anno nascerà a Gaza: un germoglio di speranza”. 

L’assessore fossanese alle Politiche Sociali Cinzia Cuzzilla, presente all’evento, ha invitato gli artisti ad allestire nella città degli Acaja il presepe del prossimo anno. 

L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, dal 13 dicembre al 6 gennaio: dal lunedì al venerdì con orario 15,30-19; il sabato e la domenica con orario 10-12 e 15-19.