Un fossanese nell’orrore di Bondi Beach

C’era un fossanese - Francesco Pagliero, in Australia con un visto di lavoro - a Bondi Beach, la spiaggia di Sydney dove due attentatori (padre e figlio, a quanto si apprende) hanno fatto fuoco sugli ebrei che partecipavano alla festa di Hanukkah: il bilancio è di 16 morti, fra i quali anche uno dei killer, e 42 feriti, alcuni gravi.

“Ero sulla spiaggia, ma verso sud mentre l’attentato è avvenuto a nord, e giocavo a beach volley con altri italiani conosciuti il giorno prima - racconta al telefono Francesco -. Erano le 18,45 e stavamo finendo la partita quando abbiamo sentito dei colpi. Abbiamo pensato a petardi o fuochi d’artificio: li abbiamo sentiti per un minuto prima di vedere la gente che scappava. Sono scappato anch’io, poi ho capito che l’attentato stava avvedendo lontano da noi; ma c’era chi, in preda al panico, correva verso il luogo dell’attentato”.

Fra il parco sulla spiaggia dove si svolgeva la festa e la strada attigua, ci sono dei ponticelli: si sono collocati qui, per sparare, gli attentatori, nascondendosi e proteggendosi tramite le barriere del ponte stesso. Il ponte utilizzato dai due, Francesco lo percorre sempre per andare in spiaggia: “Al mattino ero lì, mi mette i brividi. Mi sembra tutto assurdo, irreale”.

Ma anche Francesco ha infine visto i corpi delle donne e degli uomini uccisi dai due attentatori. E ha partecipato alla cerimonia di commemorazione dedicata alle vittime.

Francesco ha lasciato Fossano per l’Australia dove frequenterà un corso per diventare istruttore di sub. A questo si pensa quando si pensa all’Australia: l’oceano, gli enormi spazi del continente. Il 14 dicembre sul Paese si è abbattuta la violenza di quella che viene ritenuta una delle stragi di odio antisemita più gravi che siano accadute fuori dal territorio israeliano.