Nasce da un frammento di memoria famigliare Fuga dal Buio, il cortometraggio firmato da un giovane regista fossanese di appena ventidue anni. Dopo tre anni alla Naba - la Nuova Accademia di Belle arti di Milano - Umberto Bima ha conseguito la laurea triennale con 110 e lode, presentando come tesi un’opera che ricostruisce la vicenda vissuta da due soldati: suo nonno Carlo e il cugino Piero Bima, classe 1924.
Il 10 settembre 1943, appena due giorni dopo la proclamazione dell’armistizio, i due decisero di rifiutare la divisa fascista della neonata Repubblica Sociale Italiana, scegliendo di non aderire al regime di Salò.
Una scelta coraggiosa, che li inserisce nella storia poco raccontata della Seconda guerra mondiale, quella degli internati militari italiani (Imi), a cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato un ricordo ufficiale in occasione dell’80° anniversario della Liberazione.
Quel 10 settembre 1943 Alba venne accerchiata dalle truppe naziste: la caserma Govone cadde rapidamente e i soldati che rifiutarono di schierarsi con la Rsi furono disarmati, caricati su un vagone merci e diretti in Germania. Su uno di quei convogli c’erano anche Carlo e Piero Bima. Il treno, ad un tratto, si fermò a Vercelli. Da lì in poi, la loro storia verrà svelata in occasione della presentazione ufficiale del corto a Fossano.
Le riprese si sono svolte al Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, a Salmour e nelle campagne di San Lorenzo, nei pressi della casa natale di don Alberione. I costumi provengono da un archivio toscano e da un negozio specializzato di piazza Romanisio a Fossano.
La sceneggiatura, interamente firmata da Umberto, dà vita a venti minuti intensi, frutto di un lavoro iniziato nel dicembre 2024 e maturato nel corso di mesi di ricerche storiche condotte anche grazie al supporto dell’Anpi di Fossano e del Centro studi Beppe Fenoglio di Alba.
Il cast, composto in collaborazione con la Corte dei Folli, riunisce quindici fra attori e attrici, più della metà originari di Fossano.
Fuga dal Buio non è ancora stato presentato al pubblico, ma un primo assaggio è disponibile nel trailer pubblicato sulla pagina Instagram @fuga.dal.buio.
Figlio di una passione nata da bambino - una GoPro regalata nel 2014 e gli zii come primi maestri - oggi il regista sogna di trasferirsi a Milano e lavorare in una casa di produzione.
“Con questo film volevo restituire una memoria familiare - racconta - e ricordare che dire ‘no’ al fascismo e alla Repubblica Sociale Italiana non fu una scelta semplice per i soldati: significava fuggire, nascondersi e rischiare la propria vita”.
Grazie al lavoro di Umberto Bima, una storia privata diventa oggi patrimonio collettivo.




























