Primo e ultimo treno sulla Torino-Cuneo, l’attivazione è rinviata all’orario estivo

La richiesta dovrà essere presentata entro il 14 febbraio 2026. Marro: “Ancora una delusione per il territorio cuneese”

Giulia Marro e Marco Gabusi
Giulia Marro e Marco Gabusi

“Il ripristino dei servizi dovrà essere pianificato in conformità alle tempistiche stabilite dalla disponibilità delle risorse finanziarie, alla priorità assegnata dalla Regione rispetto ad altri interventi di potenziamento” e “al reperimento delle risorse industriali da parte di Trenitalia”. Quanto all’aspetto tecnico, si ritiene che l’attivazione dei due treni possa avvenire in coincidenza con i cambi orari previsti per il prossimo anno”. In particolare, “la richiesta ufficiale di riattivazione dovrà essere presentata entro il 14 febbraio 2026 per consentire l’attivazione nel cambio orario del 14 giugno ed entro il 13 aprile 2026 per l’attivazione in occasione del cambio orario del 13 dicembre”. 

È la risposta che l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi ha dato all’interrogazione presentata dal consigliere di FdI Claudio Sacchetto e riguarda il destino della prima e dell’ultima corsa serale della linea Torino-Cuneo, quella delle 4,21 da Cuneo e delle 23,25 da Torino. Arriva all’indomani dell’entrata in vigore dell’orario invernale 2025-2026 nel quale le due corse - nonostante gli impegni assunti a luglio scorso dal Consiglio regionale con l’approvazione unanime di un Ordine del giorno - ancora non ci sono.

I due treni - precisa la nota dell’assessorato - sono stati attivi fino a marzo 2020: il Cuneo-Torino delle 4,21 aveva una media di 71 viaggiatori al giorno nei feriali; il Torino-Cuneo delle 23,25 di 106 al giorno. Oggi, il primo treno da Cuneo parte alle 5,24 e l’ultimo da Torino alle 21,25. Il costo annuale stimato da Trenitalia per il loro ripristino è di circa 945 mila euro. 

Per Giulia Marro, consigliera regionale Avs, la loro assenza dall’orario invernale rappresenta l’ennesima “delusione per il territorio cuneese”. “Dopo anni di richieste e impegni formali assunti dalla Regione - osserva -, mi trovo a constatare che sulla linea Cuneo-Torino non solo non si registrano miglioramenti, ma non si è nemmeno tornati ai livelli di servizio pre-Covid. È un segnale molto chiaro: l’emergenza è finita da tempo, ma le penalizzazioni per pendolari, lavoratrici e lavoratori turnisti, studenti e cittadine e cittadini continuano”.

Secondo la consigliera regionale, “è una situazione che va in totale antitesi con le dichiarazioni sulla transizione ecologica e con le speranze che la pandemia potesse insegnarci qualcosa su come rendere i nostri modelli di mobilità più sostenibili, equi e orientati al trasporto pubblico. Nei fatti, invece, ci trasciniamo dietro tagli e ‘vuoti’ nati nel 2020 come se fossero diventati normalità (ricordiamo anche i tagli sulla linea Limone-Fossano, soprattutto il sabato e la domenica). È esattamente il contrario di ciò che serve se davvero si vuole spostare mobilità dall’auto al trasporto pubblico”.