Ci vorrà del tempo perché Bianca Racca, Lorenzo Pedrazzo ed Enrico Ghibaudo riescano davvero a rendersi conto della bella opportunità che hanno avuto. Perché incontrare il Papa non è solo un ricordo da raccontare: è un’esperienza che lascia un segno profondo. Venerdì 19 dicembre i tre fossanesi hanno vissuto qualcosa di straordinario, partecipando a Roma all’udienza che Papa Leone XIV ha dedicato ai ragazzi dell’Azione Cattolica italiana.
L’incontro si è svolto nella suggestiva Sala del Concistoro e ha coinvolto una cinquantina di partecipanti provenienti da tutta Italia. Ogni parrocchia fossanese aveva indicato due nomi di bambini e poi la scelta è avvenuta per sorteggio: il caso ha voluto che entrambi i bambini selezionati per Fossano, Bianca e Lorenzo, tutti e due della quinta elementare, appartenessero alla parrocchia dello Spirito Santo. Con loro Enrico Ghibaudo, animatore Acr di Sant’Antonio e di Acceglio, scelto come accompagnatore. “Non conoscevo i bambini - racconta - ma ci siamo incontrati prima anche per scrivere insieme una lettera di Natale da consegnare al Santo Padre. Quando mi hanno detto che avevano pensato a me è stata una grandissima emozione”.
Un’attesa lunga, quasi un’ora di ritardo, ma vissuta con trepidazione e condivisione: il tempo è volato tra chiacchiere con gli altri rappresentanti Acr, un po’ di comprensibile ansia e l’apprendimento di un canto che ha accompagnato l’ingresso del Papa. Un momento intenso, tanto che lo stesso Pontefice si è mostrato visibilmente emozionato.
Accanto a Bianca, Lorenzo ed Enrico c’erano anche i nonni di Lorenzo, rimasti fuori dalla Sala, e il papà di Bianca, ammesso all’udienza per accompagnarla nel lungo percorso privo di barriere architettoniche necessario per raggiungere il luogo dell’incontro.
I ragazzi avevano preparato parole e pensieri da rivolgere al Papa, ma l’emozione ha preso il sopravvento: ne è uscito un saluto semplice, autentico, con gli occhi e il cuore spalancati. Poi il ritorno, tante ore di treno - tra andata e ritorno circa 18 su 42 complessive lontano da casa - diventate il racconto di tante “prime volte”: la prima Roma, la prima San Pietro, la foto alla Porta santa. E soprattutto la prima volta con Papa Leone, che ha stretto loro la mano. Un gesto piccolo solo in apparenza, destinato a restare indelebile.
Nel suo messaggio il Papa ha ringraziato i ragazzi per l’entusiasmo e per la testimonianza della bellezza della fede e dell’Azione Cattolica, ricordando che la pace nasce dalle relazioni quotidiane, dai gesti e dalle parole scambiate ogni giorno. Un insegnamento prezioso, affidato a tre giovani fossanesi che hanno vissuto un’opportunità incredibile, di quelle che capitano una sola volta nella vita.





























