Inizia a gennaio e durerà tre anni la visita pastorale del vescovo Piero Delbosco nelle parrocchie della diocesi di Cuneo-Fossano.
È la prima compiuta da questo vescovo, dieci anni dopo quella effettuata dal suo predecessore Giuseppe Cavallotto. Da maggio scorso, data del primo annuncio, mons. Delbosco è tornato più volte a precisare le sue intenzioni, in particolare durante l’assemblea diocesana di novembre e il consiglio pastorale di dicembre.
“Inizierò nel gennaio 2026 con tre zone: Borgo San Dalmazzo, Centallo (con San Biagio, Roata Chiusani e Mellea), San Francesco a Madonna delle Grazie (insieme a Riforano, Castelletto, Montanera, Borgo San Giuseppe, Spinetta e Roata Canale). Si tratterà di verificare i passi compiuti nella creazione delle nuove parrocchie e correggere eventuali errori” le parole di mons. Delbosco.
“Voglio dare un taglio pastorale a questa visita. Nella Lettera pastorale (che uscirà dopo l’Epifania, ndr) spiegherò meglio le mie intenzioni, ma tengo a dire che la finalità è confermare nella fede le nostre comunità e incoraggiare il cammino già intrapreso nel creare nuove realtà parrocchiali attente a seminare parole di speranza. Dio continua a visitarci: ci chiede di impegnarci a uscire, a seminare. Per questo ho scelto come icona per la Visita pastorale la parabola del seminatore (Matteo 13)” - ha spiegato il vescovo di Cuneo-Fossano -. Intendo mettermi in ascolto di tutte le realtà che incontrerò e rendermi disponibile al dialogo con tutti per cogliere il bene che c’è già. In particolare, vorrei incoraggiare sacerdoti, diaconi, religiosi e tutto il Popolo di Dio nel delicato e necessario annuncio del Vangelo che coinvolge tutti. Vorrei far emergere ciò che vi è di positivo e affrontare con fiducia le carenze e le difficoltà che possono frenare il cammino. Lo stile non è quello del censore, ma quello del compagno di viaggio, di chi condivide un pezzo di strada insieme”.
In concreto, la visita sarà suddivisa in tre fasi: una preparazione zona per zona, anticipata dalla visita dei vicari; la realizzazione; un messaggio finale con cui offrire suggerimenti e sottolineare i valori che la comunità sta vivendo.
Torneremo a scriverne a inizio 2026, quando verrà pubblicata la Lettera pastorale, con il programma e indicazioni più dettagliate.





























