Un’oreficeria in mezzo ai campi? “È stata la nostra intuizione e la nostra fortuna - racconta Antonio Ravera, titolare dell’Oreficeria Valenzana in via del Lucchetto 51 -. L’abbiamo potuta realizzare grazie a una legge regionale, alla fine degli Anni 80, e al sostegno del sindaco di allora, Angelo Mana, che ne riconobbe le potenzialità”.
Oggi, 36 anni dopo, quell’attività è un pilastro del commercio cittadino e dà lavoro a otto persone, cinque a Fossano (il titolare e il figlio Marco, più tre commesse) e tre a Valenza (tutti orafi), nel laboratorio artigianale che da sempre è alle spalle dell’oreficeria. “Ho sempre creduto che facesse la differenza, perché l’orafo crea, l’orefice vende soltanto”.
Domenica 30 novembre, Antonio Ravera è stato premiato con il tradizionale sonetto dalla Compagnia di Sant’Eligio, occasione che abbiamo voluto cogliere per ripercorrere una storia esemplare di vita e di lavoro.
“Ho cominciato quasi per caso - racconta -. Facevo il rappresentante da Viglietta Matteo, ferramenta all’ingrosso, e mi occupavo anche della zona di Valenza. Un giorno, un’amica di Fossano mi chiese se potevo portarle qualche prezioso da acquistare. La presi in parola: il figlio di un cliente titolare di una ferramenta faceva l’orefice. Fu una vendita semplicissima, con un guadagno interessante. Due giorni dopo, mi chiamò un’altra amica, e così cominciai a fare sul serio, fino a che qualche tempo dopo, non potendo più gestire due lavori, diedi le dimissioni da Viglietta per aprire un’attività in proprio”.



Articolo completo su La Fedeltà del 24 dicembre 2025
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