Partendo da una richiesta dei giovani che fanno parte dell’equipe di pastorale giovanile di Cuneo-Fossano è nato il ciclo di incontri “Vivere e dintorni”. Grazie all’intraprendenza di don Mattia Dutto e la biblista Francesca Viglione, nei locali di sala Marino a Cuneo, una trentina di giovani hanno provato a interrogarsi per cercare di intravvedere come il cristianesimo abbia ancora qualcosa da dire nel mondo contemporaneo.
Una possibilità nata dalla disponibilità di un giovane prete che ha a cuore il mondo giovanile. L’importanza di preparare i giovani a prendersi la vita in mano è un momento importante della loro formazione. Don Mattia ha lanciato una provocazione: “Tutto da buttare via? Optional non richiesto, al più finalizzato a un vago benessere? Parte di quelle vogliuzze del mattino o della sera che il buon Nietzsche intravedeva per il nostro tempo salvo restando la salute? Cosa rimane del Cristianesimo? Ha ancora del potenziale o è ormai prodotto di un mondo che non c’è più e perciò da musealizzare o riservare ai pochi nostalgici fuori dal mondo? Stando all’aria che tira, che tutti respiriamo, per diventare uomini e donne quella roba lì dei cristiani è divenuta inattuale. O forse no? Forse c’è dell’altro che non abbiamo ancora colto? Quale rilevanza ha per la vita umana l’Evangelo che è Gesù?”.
Un primo passo è stato fermarsi un momento e pensare, per lasciarsi scomodare dalle domande e andare un po’ più a fondo. “Pensare non è inutile se parte e resta coi piedi per terra, ben agganciato alla vita e ai suoi tormenti - dice don Mattia -. Da lì, partire: la vita, i suoi tormenti e il necessario dare parola sensata e pensata a tutto questo”.
Con don Mattia si è parlato di cosa vuol dire dare credito: in un mondo che fa promesse ad ogni dove, qual è quella affidabile? “Le promesse che incontriamo nella vita sembrano il motore dell’esistenza, ma son affidabili o miraggi illusori? Come fare poi con tutte le fatiche che nel mezzo si frappongono?”.
Con Francesca Viglione si è cercato di andare in profondità al testo biblico a partire da delle domande: “Camminiamo come in un deserto anche vivendo in città: deserti di relazioni, di tempo, di attenzione; costruirsi allora un vitello d’oro o aggrapparsi a un idolo, è profondamente umano e non semplice abbaglio, ma basta? Parole antiche, quelle bibliche, ma offrono inaspettate prospettive attuali”. Provando anche a vedere come la proposta di Gesù di Nazareth possa fare la differenza per diventare uomini e donne oggi.

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