Si dovrebbe chiudere con una transazione tra le parti l’interminabile processo che vede contrapposti da un paio di decenni il Comune di Fossano e l’impresa Speci di Pomezia, costruttrice della piscina comunale che venne inaugurata a maggio 2003. Prevede la rinuncia da parte di Speci a quanto stabilito dalla sentenza di primo grado e la contestuale rinuncia del Comune di Fossano alla propria domanda riconvenzionale, con la totale compensazione delle spese di lite di tutti i gradi di giudizio.
L’ipotesi di accordo, al quale sta lavorando l’avvocato Alberto Leone, giunge all’esito di una nuova “vittoria” in Cassazione per il Comune di Fossano, che nel caso limiterà le proprie spese a 37 mila euro.
Ammontava invece a 400 mila euro (più gli interessi) la pretesa della ditta per il pagamento di alcuni lavori aggiuntivi rispetto a quanto previsto nel capitolato d’appalto, realizzati con “riserva” a causa di maggiori spese effettuate in corso d’opera: una somma che l’Amministrazione comunale non ha mai pagato sostenendo che la “riserva” era stata comunicata al di fuori dei tempi e dei modi previsti dalla legge.
Articolo completo su La Fedeltà del 14 gennaio
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