Non c’è campo? Dillo all’Uncem

L'Unione nazionale dei Comuni lavora a una mappatura delle aree senza segnale telefonico

Uncem

Nella provincia di Cuneo, il problema emerge soprattutto in montagna. Ma, sul territorio nazionale, a soffrirne non solo soltanto le “terre alte”. Uncem (l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani) rilancia la mappatura delle aree del Paese senza segnale telefonico, vale a dire dove telefonare, mandare un messaggio, navigare su internet è impossibile.

Come mostra appunto il caso della montagna, la mancanza di segnale è un problema da affrontare con la consapevolezza delle conseguenze che comporta: chiedere aiuto in caso di incidente è difficile se ci si trova in una zona remota dove il cellulare non ha campo. Per questo Uncem “vuole continuare ad agire su una grande emergenza del Paese che con la tv che non si vede e le zone montane senza banda ultralarga è la prima emergenza da colmare”.

Una prima mappatura delle aree prive di segnale è stata compilata e presentata negli anni scorsi e ha consentito ad Uncem di interagire in modo proficuo con gli operatori di telefonia e i proprietari delle reti e delle torri per la diffusione del segnale. Anche Stato e Regioni hanno mostrato attenzione al problema. E proprio alle Istituzioni si chiede di intervenire, colmando il digital divide, in quelle aree dove le aziende non sono disposte ad investire.

Uncem ha attivato un link dov’è possibile segnalare la mancanza di campo, riportando “il toponimo di un luogo, il nome di un borgo, la via, la strada, l’area, il nome di un rifugio, le coordinate gps”, insomma la zona precisa dove i telefoni non prendono. È possibile segnalare più aree; l’invito è ad essere molto precisi. È anche possibile spiegare perché è importante che quell’area sia raggiunta dal segnale telefonico.

Concludono da Uncem: “Grazie al contributo di tutti, compilando il modulo, possiamo dotarci di un elenco aggiornato di quel pezzo di Paese che non riesce a telefonare, mandare messaggi e navigare, nelle zone alpine e appenniniche. Ce lo hanno chiesto le imprese e volentieri lo componiamo, con l’aiuto di tutti. La Politica - le istituzioni, i partiti, i sindacati, ma anche datoriali e imprese - non siano silenti: lavorino con noi e per vincere una volta per tutte il digital divide. Se il Piano banda ultralarga sta marciando troppo lentamente - ed è gravissimo -, il piano per la telefonia mobile è altrettanto importante”.