“Nel nuovo Grande gioco mondiale l’Europa deve guardare all’India”

Per anni il mondo è stato diviso in due blocchi, quello Occidentale e quello sovietico; la Guerra Fredda ha ingessato le relazioni tra i Paesi. Con la caduta del Muro di Berlino, lo sfaldamento dell’Unione Sovietica e la globalizzazione le tessere del mosaico mondiale si sono scomposte e faticano a ricomporsi in un nuovo Ordine mondiale. Molte le ipotesi in campo; una lettura comune è che si stia andando verso la formazione di nuove aggregazioni internazionali, che vedono spesso la contrapposizione  tra democrazie e autocrazie.
Questa è la prospettiva che Gianni Vernetti (analista geopolitico e strategico, saggista, già parlamentare con incarichi governativi nel settore della politica estera) approfondisce nel suo libro’ Il nuovo Grande gioco – Dal Giappone all’Ucraina: Viaggio lungo la frontiera fra libertà e autoritarismo’, presentato giovedì scorso alla libreria Le Nuvole. L’incontro, molto partecipato, arricchente e stimolante, è stato organizzato dalla sezione locale del movimento “Free Tibet”; Rosanna De Giovanni e Andrea Bergese, referenti del movimento, hanno interloquito con l’autore.

In questa ricomposizione in atto Vernetti attribuisce un ruolo importante all’India destinata, secondo l’autore, a diventare sempre più influente man mano che il sistema internazionale si frammenta e diventa multipolare. “È l’India il Paese con cui l’Europa può cooperare senza perdere autonomia – ha detto giovedì sera l’autore del libro -. L’Europa deve stringere rapporti con questo Paese”.

 

L'articolo completo su La Fedeltà del 21 gennaio 
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