“La Stampa” verso il Gruppo Sae

Gedi ha avviato una trattativa esclusiva con l'editore abruzzese. I timori del Comitato di redazione del quotidiano torinese

Copie de La Stampa alla rinfusa su un tavolo

Il Gruppo Sae di Alberto Leonardis si candida a diventare il futuro proprietario-editore de La Stampa, quotidiano di prestigio nazionale da aggiungere al suo carnet che già comprende La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio.

Il Gruppo Gedi ha infatti avviato una trattativa esclusiva con l'editore abruzzese, come annunciato nel pomeriggio di martedì 20 gennaio al Cdr de La stampa, scavalcando il Gruppo Nem, gruppo editoriale del Nord-Est Italia guidato dall'imprenditore Enrico Marchi che controlla testate locali venete e friulane come Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, Messaggero Veneto, ecc.

"È una buona notizia che la storica testata de La Stampa sia oggetto di interesse da parte di vari gruppi editoriali - dice all'Ansa Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria -. L'apertura di una trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano torinese al Gruppo Sae, che ha già tra i suoi soci soggetti istituzionali locali, rappresenta un'iniziativa strategica orientata a promuovere l'identità di un giornale ancorato al territorio. La scelta da parte di Gedi di privilegiare l'offerta del Gruppo Sae appare connessa ad una proposta da parte del potenziale acquirente di puntare a un piano di sviluppo concreto e ambizioso. Sae si impegni a tutelare gli asset e dia garanzie occupazionali".

I giornalisti del quotidiano non condividono lo stesso entusiasmo. "L’azienda - scrivono in un comunicato sindacale - ha motivato la preferenza per Sae rispetto all'offerta avanzata dal spiegando che si tratta di "un editore” - e ce ne rallegriamo - che ha presentato un piano industriale convincente e potrebbe fare da “massa critica”, unendo le copie dei giornali che già possiede con le nostre e quindi rendere sostenibile l'operazione".

Poi, però, aggiungono: "Alle nostre perplessità sulla solidità finanziaria di lungo periodo del gruppo Sae, l’azienda ha risposto che Leonardis sta cercando soggetti, anche a istituzionali, sul territorio del Nord Ovest, che possano diventare soci. Soggetti però non nominati, anche se il presidente di Gedi Ceretti e l'ad Comuzzo hanno espresso un sentimento “positivo” circa la loro futura comparsa".

Tutti gli indizi portano alla Fondazione Crf e alla Compagnia di San Paolo. Ma la loro presenza (evocata ed eventuale) non basta a tranquillizzare il Cdr, che "alla luce di questa comunicazione esprime tutta la sua preoccupazione dal momento che ritiene del tutto insufficienti le garanzie sulle capacità finanziarie di Sae, il mantenimento dei livelli occupazionali e dell'attuale struttura ed articolazione delle redazioni, senza contare che non abbiamo avuto nessuna notizia a proposito del piano industriale che dovrebbe garantire il nostro sviluppo futuro e per questo convochiamo per oggi pomeriggio l'assemblea della redazione".

Gianna Pentenero, capogruppo Pd in Consiglio regionale, dà loro ragione invitando a "grande attenzione e senso di responsabilità". "La Stampa - scrive - non è una testata come le altre, ma un presidio storico dell’informazione piemontese e torinese, con una proiezione nazionale costruita in oltre un secolo di storia”. In questa luce, “qualsiasi progetto industriale deve partire dalla tutela dell’identità editoriale del giornale, dal suo radicamento a Torino e in Piemonte e, soprattutto, dalla piena salvaguardia dei livelli occupazionali, sia in redazione sia nelle attività collegate, incluse le rotative”. Di qui la richiesta di “garanzie chiare e trasparenti su lavoro, autonomia editoriale e investimenti” con la constatazione che “il pluralismo dell’informazione e il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori non possono essere subordinati a una mera operazione finanziaria”.

Da Avs, per voce del parlamentare Marco Grimaldi e della consigliera Alice Ravinale, arriva invece già una bocciatura: "Il Gruppo Gedi, dopo aver desertificato le redazioni e sacrificato l’autonomia editoriale sull’altare dei bilanci - affermano - ora completa l’opera con una cessione che sa di disimpegno e di resa. E lo fa nel silenzio assordante del Governo, che si limita a benedire l’operazione con parole vuote e con i soldi delle fondazioni ex bancarie. Noi stiamo con le lavoratrici e i lavoratori de La Stampa, con chi ogni giorno difende con il proprio lavoro il diritto all’informazione libera e indipendente".