Insegnamento della religione: oltre la confessionalità, verso una prospettiva interculturale e interreligiosa

La proposta di una “nuova” ora di religione nella scuola pubblica

Insegnamento Religione Cattolica
(Foto SicilianiGennari-SIR)

Rispetto al 1984, anno di introduzione dell’attuale modello di insegnamento della religione cattolica (Irc), sono fortemente mutati il contesto storico e culturale del Paese e i bisogni educativi ai quali la scuola è chiamata a rispondere. Per questo occorre cambiare lo statuto di questa disciplina, in una prospettiva interculturale e interreligiosa. “Occorre pensare un insegnamento delle religioni – al plurale – che affronti il fenomeno religioso nella molteplicità di tutte le sue espressioni, offrendo a tutti gli studenti e le studentesse strumenti critici per interpretarne il ruolo nella storia e nell’attualità. Un insegnamento realmente rivolto a tutti, superando l’ambiguità della facoltatività e la dubbia commistione tra insegnamento e pastorale.

Un insegnamento gestito autonomamente dallo Stato, come già accade in molti Stati europei, anche con l’apporto alla riflessione e alla pratica educativa delle Facoltà di teologia e degli Istituti di Scienze religiose. Questo consentirebbe di valorizzare la grande ricchezza culturale e sociale costituita dalle religioni presenti oggi nel nostro Paese. Solo così l’ora di religione potrà diventare uno strumento di educazione alla cittadinanza, al confronto alla convivenza e alla pace, rispondendo pienamente ai bisogni formativi della società contemporanea”.

A queste conclusioni è giunto lo scorso anno il gruppo di ricerca e studio per un nuovo insegnamento della religione a scuola, un progetto finanziato anche dalla Conferenza episcopale italiana e insediato presso l’Istituto Studi ecumenici di Venezia. Ne facevano parte una decina di studiosi: docenti Irc, esperti e professori di storia delle religioni e del Cristianesimo di varie università italiane, tra questi Brunetto Salvarani, docente di Missiologia e Teologia del dialogo Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna.

Ad avanzare una proposta simile era stato due anni fa anche Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e Presidente della Commissione episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo, con un articolo su “La rivista del clero” (n. 7/8-2024) dal titolo “Insegnamento, religioni, spazio laico - Verso un nuovo statuto dell’‘ora di religione’ nella scuola pubblica”.

Su La Fedeltà del 4 febbraio un’ampia sintesi delle conclusioni a cui è giunto il gruppo di lavoro.

Su La Fedeltà del 4 febbraio 2026 un’ampia sintesi delle conclusioni a cui è giunto il gruppo di lavoro
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