“Sospendete gli aumenti ai mezzi pubblici”

I pendolari chiedono uno stop all’adeguamento all’inflazione delle tariffe del Trasporto pubblico locale

Un treno in partenza

Una sospensione dell’adeguamento automatico all’inflazione programmata delle tariffe del Trasporto pubblico locale, deliberata per l’anno 2026, lo scorso 27 gennaio, dall’Agenzia della mobilità piemontese. È la richiesta avanzata dal Comis, il Coordinamento mobilità integrata e sostenibile, in data 10 febbraio, al presidente e alla Giunta regionale.

“Alla luce della situazione dei trasporti regionali, soprattutto ferroviari, talvolta carente talaltra disastrosa, come ampiamente dimostrato dalle cronache quotidiane e riportato nei nostri rapporti mensili - scrivono - sarebbe un provvedimento di responsabilità, di vicinanza oltreché di solidarietà nei confronti degli utenti, che di quei disagi sono vittime indifese” non potendo, “nella quasi totalità dei casi”, nemmeno accedere agli indennizzi, “causa gli elevati requisiti per potervi accedere”.

Osservano che “negli ultimi anni le tariffe - seguendo l’inflazione - hanno subito un aumento del 20% mettendo in difficoltà parecchie famiglie già vessate da rincari continui in altri settori”, a fronte di retribuzioni contrattuali che non sono aumentate con lo stesso passo perdendo circa il 10,5% del potere di acquisto. E aggiungono che “l’adozione della sospensiva non dovrebbe precedere interventi di limitazione dell’offerta esistente”. 

Indicano anche una proposta alternativa, qualora non fosse possibile intervenire efficacemente sul blocco degli aumenti tariffari”. Consiste nel “riconoscimento di una misura compensativa sotto forma di bonus, intesa non come concessione straordinaria, ma come segnale di attenzione e rispetto verso chi quotidianamente subisce disagi e disservizi”. Una misura - premettono - da prevedere “per tutti gli utenti, senza vincoli legati a specifici periodi di rinnovo dell’abbonamento, che in passato hanno finito per escludere una parte significativa dei pendolari compromettendo il principio di equità”.

La richiesta del Comis fa seguito alla consegna all’onorevole Andrea Casu, vice-presidente della Commissione Trasporti, avvenuta lo scorso 26 gennaio a Roma nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati, del documento con le 7193 firme raccolte con la petizione per “migliorare le nostre ferrovie regionali”: un testo che sollecitava, tra il resto, il ripristino dell’orario come da periodo pre-Covid, il potenziamento e rinnovamento del materiale rotabile, una miglior gestione delle criticità e un’adeguata assistenza alla clientela, maggiori controlli nelle stazioni e a bordo treno per garantire più sicurezza, manutenzioni più puntuali, la limitazione dei ritardi e una tutela per gli utenti in caso di sciopero.

Quello stesso documento è stato inviato il 9 febbraio, a mezzo di pec, al presidente della Regione, all’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, alla Commissione Trasporti e all’Agenzia della mobilità piemontese.