Un gruppo di dieci persone (sei cuneesi e quattro di Lucca), accompagnate da don Davide Pastore, si è recato l’estate scorsa in Marocco. Un viaggio proposto dall’associazione “Perché no? - Giovani in missione” con sede a Saluzzo, che ne indica le finalità. Quelle “di far conoscere e vedere cosa fanno i nostri missionari cristiani, in altri mondi e in altre culture”, come lo stesso don Davide, insieme ad alcuni partecipanti del viaggio, ha spiegato ai parrocchiani del centro storico, durante una serata nello scorso mese di gennaio. L’obiettivo è ripetere questa esperienza, già proposta in anni precedenti, anche nelle prossime estati, offrendo la possibilità di stare sul posto con tempi di permanenza diversi. Infatti, per chi ha potuto, l’intero pacchetto del viaggio è durato 18 giorni, alla scoperta di luoghi, persone e situazioni che hanno qualcosa da trasmettere.
Chi è intervenuto alla serata (Lucrezia di Dronero, Francesco di Cuneo e Nicoletta di Verzuolo), lo ha fatto esprimendo le sue emozioni, con le immagini che scorrevano alle spalle, mentre dai loro racconti il paese si è rivelato bello ed accogliente, pur tra le sue problematicità: dalla turistica Casablanca, la capitale, con la moschea di Hassan II, a Ceuta, città spagnola in Africa davanti a Gibilterra, Fes (una delle più importanti all’interno del paese); poi Oujda, al confine con l’Algeria, e infine Tatiouine, villaggio a 1.800 mt, in mezzo alle montagne dell’Atlante.
È un paese che raccoglie “persone che scappano dalla guerra, la più dimenticata, ma non dai trafficanti di armi”, quella del Sudan. E a Ceuta, in particolare, “molti migranti tentano e ritentano di passare la frontiera” fatta di muri, filo spinato e quant’altro, per bloccare lì il flusso migratorio verso l’Europa, “che continua ad essere vista come un tesoro magico. E come non dar loro torto, quando vedono la pubblicità degli animali che mangiano nei piatti?”. Per questo la presenza dei missionari (le sorelle di Charles de Foucauld a Casablanca e Fes, e dei missionari della Consolata, con il loro centro di accoglienza a Oujda), diventa un altro modo di vivere la fede “condividendo le necessità di questo popolo” e di tutti quelli che lì passano, con le loro ferite, le loro richieste. “E non per convertire, in quanto la legge marocchina vieta le conversioni dall’Islam”.
Il Marocco è comunque un Paese che porta in sé anche i segni di una presenza cristiana, con alcune chiese “e i loro fedeli immigrati, provenienti da varie nazioni africane: come la chiesa di San Francesco a Fes e il monastero Notre Dame d’Atlas a Midelt, sorto nel 2000, dai due monaci superstiti, dei sette che furono assassinati a Tibhirine in Algeria, durante la guerra civile”.
E proprio con l’Algeria il Marocco continua a contendere “da più di 20 anni, il confine, invalicabile per gli uni e per gli altri, a causa della questione del territorio dell’ex Sahara spagnolo, e il relativo popolo che vi abita, separando famiglie ed affetti in tali luoghi un tempo attraversabili”. Chi ha soldi, facendo un giro più lungo, può attraversare il confine da un’altra parte, ma chi non li ha si accontenta di guardarlo a distanza, limitandosi a sapere che dall’altra parte ci sono i propri cari, senza poterli incontrare.
Il Marocco è comunque, sotto altri aspetti, risultato un Paese “molto ospitale”; quella parte del gruppo che ha vissuto tutta l’esperienza ha conosciuto i berberi (popolazione autoctona che già abitava tali luoghi prima e durante il governo dell’Impero Romano), con il loro “stile di vita semplice, fatto di relazioni”. Che è poi quanto il viaggio ha insegnato a tutti quelli che lo hanno fatto. “Non c’è niente che fermi il desiderio delle persone di incontrarsi come fratelli, di essere abitanti di un’unica terra senza confini”.
ITINERARIO PER PREPARARSI
Per chi vuole vivere un’esperienza con “Perché no - Giovani in missione” - mete in Kenya, Marocco, Brasile, Bolivia, Mongolia (per chi ha una specializzazione medico-sanitaria, anche la Tanzania) -, viene proposto da alcuni anni un percorso di formazione in cinque incontri, tra ottobre e marzo, rivolto all’estate 2027.
Si potrà avere un assaggio di questo percorso già domenica 22 marzo, l’ultimo incontro del percorso di formazione 2025-2026. Per informazioni rivolgersi a don Davide Pastore, tel. 366.3453872, e-mail: davpast73@gmail.com oppure don Claudio, tel. 340.5275097, email: claudiomargaria@gmail.com





























