Matrimoni in picchiata

Ci si sposa sempre meno e a un'età più matura: crescono le "libere unioni"

Matrimonio
Foto Samantha Gades - Unsplash

l giorno del “sì” non arriva, o arriva in età sempre più avanzata: sono le tendenze che emergono dal report dell’Istat “Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi” riferito al 2024.

Aumentano le “libere unioni”
Nel 2024 i matrimoni sono stati 173.272, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-5,9%), e i dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 indicano un ulteriore calo (-5,9%), “a conferma - dicono dall’Istat - di un ridimensionamento della nuzialità che non ha conosciuto soste negli ultimi quarant’anni, al netto degli anni in cui il numero di matrimoni ha mostrato un andamento in controtendenza per cause di natura congiunturale”. Anni anomali sono stati quelli della pandemia di Coronavirus, durante i quali molte coppie hanno rinviato le nozze, dovendosi misurare con le norme anti-contagio in vigore e facendo poi registrare un picco; ma la tendenza, nei decenni, è evidente e va verso la riduzione dei matrimoni.
Nel 2024 i primi matrimoni - ovvero quelli contratti da persone che non erano mai state sposate - “sono stati 130.488, in calo del 6,7% sul 2023”: in questo modo “prosegue la discesa della quota dei primi matrimoni rispetto al totale delle celebrazioni, che ha toccato il 75,3% nel 2024, in netta diminuzione anche rispetto al 79,4% del 2019”.
“A influenzare il calo delle nozze - osservano dall’Istat - è, in primo luogo, la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, da attribuire alla denatalità persistente. Questo fattore di ordine strutturale si accompagna a importanti cambiamenti di natura culturale che si riflettono sulle scelte familiari e sulla propensione a contrarre matrimonio. La diminuzione tendenziale dei primi matrimoni, al netto delle oscillazioni di breve periodo, si accompagna alla progressiva diffusione delle libere unioni, cioè convivenze «more uxorio», che possono costituire sia un’alternativa stabile al matrimonio, sia una forma di convivenza transitoria che può precedere le nozze”.
Le libere unioni sono quasi quadruplicate tra il biennio 2000-2001 e il biennio 2023-2024, passando da circa 440mila a più di un milione e 700mila.

Rito civile 6 volte su 10
“Nel 2024 - continuano dall’Istat - il 61,3% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, in continuità con il valore dell’anno precedente (58,9%) e in linea con l’aumento tendenziale osservato nel periodo pre-pandemico (52,6% nel 2019). La quota particolarmente elevata di matrimoni civili osservata nel 2020 ha costituito un’eccezione, determinata dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria che hanno colpito soprattutto le celebrazioni con rito religioso. Il rito civile è chiaramente più diffuso nelle seconde nozze, essendo spesso una scelta obbligata, e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero. La scelta del rito civile va però diffondendosi sempre più anche tra i primi matrimoni (50,2% nel 2024) sebbene sia meno frequente (43,7%) tra quelli con sposi entrambi italiani”. La cerimonia non religiosa è più diffusa al Nord e meno nel Mezzogiorno.

L’età del “sì” aumenta
L’età media alle prime nozze è di 34,8 anni per gli uomini (+0,1 decimi di anno sul 2023) e 32,8 anni per le donne (+0,1): nel 2011 i rispettivi valori erano 32,6 e 30,1 anni, nel 2015 33,3 e 30,9 anni, nel 2019 33,9 e 31,7 anni. Secondo l’Istat, questo trend è condizionato non solo dall’elevato numero di giovani che restano in famiglia fino ai 35 anni, ma anche dalla diffusione delle convivenze prematrimoniali.

Seconde nozze, numeri in calo
Complice l’«instabilità coniugale», si osserva la diffusione delle seconde nozze e delle famiglie composte da almeno una persona che abbia vissuto una precedente esperienza matrimoniale. “Al tendenziale aumento di questa tipologia di matrimoni, registrato soprattutto nel biennio 2015-2016 come conseguenza dell’introduzione nel 2015 del «divorzio breve» - spiegano dall’Istat -, ha fatto seguito una progressiva stabilizzazione che si è protratta fino al 2019, un calo più contenuto rispetto alle altre tipologie nel 2020 e successivamente una crescita culminata nel 2023 (44.320). Nel 2024, invece, si sono celebrate solamente 42.784 seconde (o successive) nozze”.
Da notare che “la quota relativa delle seconde nozze sul totale delle celebrazioni è pari al 24,7%, in crescita rispetto a quella osservata nel 2023 (24,1%)”. In altre parole, sul totale aumentano i matrimoni fra persone che avevano già pronunciato il “sì” per una precedente relazione poi conclusasi.

Anche i matrimoni misti diminuiscono
Diminuiscono i matrimoni “misti”, in cui uno sposo è italiano e l’altro straniero: il dato per il 2024 è 21.002, -1% rispetto all’anno precedente.  In crescita, per contro, i matrimoni di stranieri con nuovi cittadini italiani, ovvero persone provenienti dall’estero che hanno ottenuto la cittadinanza italiana.

Unioni civili in età matura
Le 2.936 unioni civili tra coppie dello stesso sesso costituite nel 2024 fanno registrare un calo rispetto all’anno precedente (-2,7%), confermato anche dai dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 (-3,1% rispetto allo stesso periodo del 2024).
Le unioni civili si costituiscono soprattutto nelle grandi città, e nel 18,1% dei casi almeno un partner è straniero.
Quanto all’età, secondo l’Istat “fino al 2019 gli uniti civilmente hanno evidenziato una struttura per età in progressivo «ringiovanimento» rispetto al biennio 2016-2017. L’introduzione nel nostro ordinamento dell’istituto giuridico della coppia civile ha consentito inizialmente a coppie anche in età più avanzata - che da tempo aspettavano tale possibilità - di ufficializzare la propria unione e da qui il profilo più maturo che aveva contraddistinto questa prima fase (con un’età media superiore ai 49 anni per gli uomini e intorno ai 46 anni per le donne). Negli anni a seguire, il profilo per età delle unioni si è progressivamente ringiovanito (nel 2019 l’età media degli uomini era di 44,5 anni, delle donne di 39,6), salvo la parentesi del 2020 quando l’età media all’unione civile cresce in misura eccezionale a 47,2 anni per gli uomini (quasi 3 anni in più) e a 41,8 per le donne (oltre 2 anni in più). Dal 2022 le età medie calano di nuovo, evidenziando un valore di 45,2 anni tra gli uomini e di 38,2 anni tra le donne nel 2024”.

Meno divorzi e separazioni
Nel 2024 le separazioni sono state 75.014, il 9% in meno rispetto all’anno precedente. I divorzi sono stati 77.364, facendo registrare -3,1% a confronto con il 2023 e -21,9% a paragone con il 2016, anno record in cui furono 99.071.