di Bart Layton; con Chris Hemsworth, Halle Berry, Mark Ruffalo, Barry Keoghan, Nick Nolte, Monica Barbaro, Jennifer Jason Leigh. 2025, Usa, Gran Bretagna, durata 135 minuti.
Davis è un ladro dai modi gentili, nel mettere a punto i suoi colpi evita nel modo più categorico la violenza e non lascia nulla al caso. Ogni rapina è programmata con cura e le sue vittime sono sempre clienti facoltosi che non soffriranno troppo di ciò che verrà loro sottratto - denaro, gioielli, oggetti preziosi - che verranno ampiamente risarciti dalle compagnie di assicurazione.
Silenzioso, intelligente, determinato, Davis lavora da solo, non lascia indizi, evita i colpi troppo rischiosi e rinuncia all’azzardo se il progetto non offre sufficienti garanzie. Di lui la polizia non sa nulla, non una prova, non un indizio, niente dna, né impronte digitali, niente di niente. Davis non è mai andato in galera e non ci tiene a farlo. Il suo unico punto debole è Money/ Nick Nolte, un ricettatore tanto avido quanto subdolo, che di fronte ad un suo rifiuto per un colpo troppo pericoloso finirà per metterlo nei guai.
Dall’altra parte della barricata c’è Lou, un detective della polizia di Los Angeles, l’unico di tutto il Dipartimento a sospettare che dietro a quella serie di colpi ci sia la mano dello stesso autore, che però sembra essere un fantasma. Nessuno crede in lui, ma lui crede nella sua teoria e ostinatamente va avanti nell’indagine. Tra il bello e impassibile Davis (un marmoreo Chris Hemsworth) e l’acuto e trasandato Lou (un Mark Ruffalo davvero in parte) si inserisce Sharon vicepresidente di una compagnia di assicurazioni con clienti miliardari ed è intorno al suo personaggio che la storia prende corpo.
Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Don Winslow (e la qualità del plot di sente e vede), “Crime 101” è un heist movie di buona fattura che cita apertamente alcuni dei migliori film di genere (“Collateral” ,“Heat”,“Bullit” “Driver- L’imprendibile” ) senza rinunciare ad una propria cifra narrativa, Ruffalo/Lou e la Berry/Sharon danno il meglio di loro stessi in personaggi tagliati a pennello sulle loro caratteristiche mentre Hemsworth/Davis risulta a tratti troppo rigido e Monica Barbaro/Maya eccessivamente lagnosa, ma al di là degli interpreti il punto di forza è la struttura della storia che, al netto di qualche minuto di troppo, è avvincente e tesa fino ad un inatteso e sorprendente finale. Da vedere.






























