Noemi Marzo, dai sogni ai set: la creatività della stylist fossanese

Un’attività che unisce costruzione dell’immagine, ricerca estetica e lavoro sul campo

Marzo Noemi Stylist E Costumista

Noemi Marzo, classe 2001, è cresciuta a Fossano e oggi lavora come stylist e costumista tra Fossano e Milano. Dopo aver studiato Consulenza d’immagine all’Accademia del Lusso di Milano, ha iniziato a occuparsi di tradurre in immagini l’identità di artisti e personaggi, lavorando tra shooting, set e sviluppo creativo. Il suo percorso racconta un mestiere fatto di relazioni, visione estetica e capacità organizzativa.

Quando e come è nata la tua passione per la moda?
Mi è sempre piaciuto osservare le persone e il modo in cui l’abbigliamento può influenzare la percezione di sé. Ci sono stati due film che hanno contribuito in modo significativo ad indirizzarmi verso questa carriera: Il Diavolo veste Prada e Ugly Betty. In quest’ultimo, la scelta di cambiare il proprio modo di vestirsi porta le protagoniste ad avere più confidenza nel loro corpo. Mi interessa molto, infatti, il legame tra identità e immagine, perché permette di osservare come un cambiamento estetico possa rafforzare la fiducia personale e raccontare qualcosa di profondo su chi siamo.

Di cosa ti occupi oggi e come si struttura il tuo lavoro?
Al momento lavoro principalmente su progetti, la mia routine non è fissa e mi permette di passare del tempo anche qui a Fossano. In alcuni periodi, infatti, mi dedico alla ricerca, allo sviluppo delle idee e alla gestione operativa da casa: studio dei concept, gestione dei contatti e delle email, preparazione dei progetti futuri. In altri momenti, invece, la mia presenza a Milano si fa essenziale perché devo essere presente sui set.

Dopo l’Accademia, come sei entrata nel mondo del lavoro?

Ho fatto l’assistente di una stilista a Milano, è stata un’esperienza fondamentale che mi ha permesso di capire le dinamiche del lavoro e di passare alla pratica dopo essermi concentrata a lungo sulla teoria. Abbiamo collaborato a diversi shooting editoriali, tra cui servizi per la rivista GQ Portugal e la testata indipendente News Magazine. Inoltre, abbiamo lavorato con alcuni artisti indipendenti, tra cui Mida, protagonista dell’edizione 2023/2024 di Amici.

Qual è nello specifico il tuo ambito?
Mi sto occupando della costruzione dell’immagine di artisti emergenti accompagnandoli passo dopo passo nella definizione della coerenza visiva della loro immagine con la loro identità musicale. Sto affiancando Salvo Me, un cantante emergente che sta lavorando alla pubblicazione di un EP, con cui sviluppiamo dei contenuti mensili attraverso la cura dell’estetica dei social al fine di tradurre visivamente i messaggi delle sue canzoni.

Parallelamente lavori anche nel cinema come costumista. Quali esperienze hai fatto?
Ho curato i costumi per diversi cortometraggi, tra cui Fuga dal buio, diretto dal regista fossanese Umberto Bima. Per questo lavoro mi è stata richiesta una preparazione accurata perché si trattava di una storia ispirata a fatti realmente accaduti nel passato e, di conseguenza, l’immagine degli attori doveva essere pensata nei minimi dettagli. Ho seguito l’intero cast, composto da dodici attori, occupandomi di tutto il reparto costumi. Inoltre, ho partecipato ad alcuni progetti di OffiCine IED, programma dello IED di Milano nato per sostenere nuovi talenti cinematografici.

Ti è capitato di lavorare con persone note al grande pubblico?
Sì, ho lavorato con le attrici Carla Signoris e Orsetta Borghero e anche con Matteo Oscar Giuggioli che ha interpretato Mauro Repetto nella serie televisiva dedicata alla storia degli 883.

Quanto contano le relazioni professionali in questo ambiente?

Moltissimo. È un settore basato sulle collaborazioni: si lavora a stretto contatto con troupe anche molto numerose e spesso sono proprio le esperienze condivise a generare nuove opportunità. La rete di contatti è fondamentale per crescere.

Come immagini il tuo futuro professionale?
Mi piacerebbe continuare a coniugare l’ambito musicale e quello cinematografico partecipando a progetti sempre più prestigiosi. Un sogno sarebbe quello di trasferirmi a Roma e lavorare per alcune serie tv, magari della Rai. So che è un grande sogno, ma la probabilità che alcuni cortometraggi a cui ho lavorato partecipino a dei festival importanti è uno stimolo a non tarpare le ali e continuare a imparare confrontandomi con grandi professionisti.

Articolo di Gaia Bertolino