Ancora bloccati a Gerusalemme i preti piemontesi

Spazi aerei chiusi, ancora nessuna data per il rientro in Italia dei sacerdoti, in gran parte della diocesi di Torino

Preti Piemontesi A Gerusalemme

I sistemi di allarme contro i missili iraniani tacciono da mezzogiorno di questa mattina, domenica 1° marzo. Spazi aerei chiusi, ancora nessuna data per il rientro dei pellegrini in Italia. Missili su Tel Aviv, forse un frammento caduto anche nella zona del Getsemani.

Un gruppo di preti piemontesi in pellegrinaggio in Terra Santa è rimasto bloccato a Gerusalemme dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran nella prima mattinata di sabato 28 febbrario.
“Dopo ventiquattro ore, a mezzogiorno di questa domenica mattina le sirene antiaereo  hanno cessato di suonare in Gerusalemme”. Lo comunica uno dei preti torinesi bloccati nella città santa dopo l’attacco e la ritorsione dei missili lanciati da Teheran su Tel Aviv e su altri Paesi mediorientali. “Questa notte abbiamo ascoltato le sirene due volte, ieri lungo tutta la giornata”.

L’attacco iraniano in Israele

I missili iraniani hanno colpito Tel Aviv. A Gerusalemme si parla di un frammento caduto nella zona del Giardino del Getzemani, notizia non confermata. Il cuore della crisi è ovviamente in Iran, ove ieri è morto sotto le bombe il presidente Khamenei. Sono segnalate molte vittime civili. Il regime degli ayatollah risulta duramente colpito, con altri morti nelle posizioni di vertice, ma per ora la dittatura resiste. L’opinione del mondo è divisa, fra la soddisfazione per il colpo assestato al terribile regime iraniano, e il dolore per la violenza che torna ad infiammare il Medioriente. E una diffusa inquietudine per il significato delle azioni militari unilaterali (oggi Usa e Israele, ieri la Russia, domani la Cina?), che ignorano e scavalcano ormai senza esitazione tutti i percorsi del diritto internazionale.

Il cuore della crisi è in Iran. Missili iraniani hanno colpito per ritorsione vari paesi dell’area mediorientale, tra l’altro la città di Dubai. Ad oggi Gerusalemme è al sicuro. Sabato 28 febbraio i 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino,  erano proprio  nel Giardino del Getsemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran.

La voce dei preti piemontesi da Gerusalemme

“Stiamo circolando senza problemi nella città vecchia, nella foto il nostro gruppo – ha riferito ieri pomeriggio don Daniele D’Aria, parroco nel quartiere Lingotto di Torino –. La situazione è apparentemente tranquilla. All’interno della città vecchia si circola liberamente ma non si può uscire dalle mura. I negozi sono chiusi e le strade, di solito piene di gente come è stato fino a stamattina, sono vuote. Siamo in attesa di capire quando ripartiremo ma al momento non abbiamo notizie. I responsabili dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi sono in costante contatto con il consolato italiano. Con la compagnia aerea cue deve riportarci in Italia e il ministero del turismo israeliano per avere notizie utili. Il clima tra noi è tranquillo, stiamo appunto passeggiando tra le strade della città vecchia”.

Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia del pellegrinaggio, che era previsto per lunedì 2 marzo. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.