Soccorso alpino, boom di interventi

Nel 70% dei casi si è alzato l'elicottero, ma resta fondamentale l'attività delle squadre a terra

Foto di repertorio

Duemila e 70 eventi di soccorso gestiti, 1.471 missioni di soccorso effettuate e 1.548 persone soccorse. Sono i numeri che ha fatto registrare nel 2025 il Soccorso alpino e speleologico piemontese: i dati sono in crescita rispetto al 2024, quando la possibilità di effettuare escursioni in montagna fu condizionata da condizioni meteorologiche spesso avverse.

Le chiamate
L’allertamento della Centrale operativa è il primo passo per l’attivazione di un’operazione di soccorso alpino o speleologico. La persona che si trova in difficoltà effettua la chiamata al Numero unico di emergenza, il 112, che trasmette gli allarmi provenienti da zone impervie alla Sala dell’emergenza sanitaria di Grugliasco del Soccorso alpino, dove un tecnico è presente ogni giorno 24 ore su 24.
Nel 2025 le chiamate gestite dai tecnici della Centrale operativa sono state 2.070, in linea con l’andamento degli ultimi anni e nettamente superiori al 2024 quando erano state 1.916. “Oltre al miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili che consente di effettuare una chiamata di emergenza anche dalle aree più remote della regione e alla sempre più radicata abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici d’emergenza - dicono dal Soccorso alpino e speleologico -, occorre segnalare che aumentano gli allarmi lanciati tramite applicazioni per smartphone, tra cui Georesq sviluppata dal nostro Corso nazionale, e tramite device come smartwatch”.

Le missioni di soccorso
A partire dalle chiamate giunte alla Centrale operativa nel 2024, 1.471 sono state le missioni effettuate, di cui 1.396 interventi di soccorso sanitario e 75 operazioni di Protezione civile.
“Gli interventi di soccorso alpino - spiegano i tecnici - vengono condotti in due modi: con il supporto dell’eliambulanza del Servizio regionale di elisoccorso, che annovera un nostro membro sempre a bordo, oppure esclusivamente dalle squadre a terra. Nel 2025, l’elicottero è intervenuto nel 70% delle missioni. Tuttavia il contributo generale offerto dalla presenza delle squadre a terra rimane fondamentale se si considera il dato delle persone soccorse, che ammonta al 49%: persone recuperate soltanto via terra, senza l’ausilio degli elicotteri”.

Le persone soccorse
I dati sulle persone soccorse riguardano esclusivamente le operazioni per cui si è attivata una componente territoriale del Soccorso alpino e speleologico piemontese, mentre sono esclusi i pazienti recuperati dal Servizio regionale di Elisoccorso nei comprensori sciistici dove gli interventi sono gestiti in collaborazione con i servizi di “soccorso piste”.
“Per questo motivo - proseguono dal Soccorso alpino e speleologico -, il numero di persone soccorse nel 2025, che ammonta a 1.548, risulta inferiore agli anni precedenti. Aggiungendo gli infortunati sulle piste da sci, 187, il dato complessivo, confrontabile con gli anni scorsi, sale a 1735, il valore più alto di sempre dopo quello registrato nel 2023 (1.793)”.
Del totale delle persone soccorse, 520 sono stati gli illesi, 949 i feriti e 79 i deceduti.
Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (36%) seguite dai malori (32%); ad essere soccorsi sono degli uomini nel 75% dei casi. L’84% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero, contro l’11% di residenti in montagna e il 5% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro.
In nessun caso sono state applicate le spese di compartecipazione agli interventi previste da una delibera con cui la Giunta regionale piemontese vuole scoraggiare i comportamenti irresponsabili.
Le attività di Soccorso sanitario vengono effettuate in convenzione con l’Azienda Zero della Regione Piemonte.