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Il Venezuela allo sbando

Nel Paese sudamericano vivono molti fossanesi emigrati a inizio ‘900 e dopo la 2ª Guerra mondiale; la testimonianza di due emigrati di passaggio in Piemonte

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Il Venezuela allo sbando

“Il Venezuela è totalmente allo sbando - ci dice Maria in un italiano stentato -; non funziona più niente, non si trovano le medicine; se ti ammali di una patologia grave sei spacciato... Non c’è cibo e la gente è affamata; prima di partire per l’Italia ho visto gente pulita e ordinata aprire il cassonetto della spazzatura, prendere i resti e mangiarli; ho visto con i miei occhi scuoiare un cane...”. “La gente - aggiunge Franco - si alza di notte per mettersi in coda ai negozi sperando di riuscire a portare a casa qualcosa: un giorno il camion scarica riso, il giorno dopo farina di mais.... Spesso porta a casa prodotti avariati. Quando fai bollire il riso devi schiumarlo bene perché ci sono i vermi che galleggiano”. “Noi siamo fortunati - precisa Franco - perché i nostri parenti ci mandano qualcosa dall’estero ma per chi deve sopravvivere senza aiuti esterni è davvero un inferno”. L’inflazione è altissima: un dollaro vale 8 milioni di bolivar (la moneta del posto - ndr). “La svalutazione non si ferma: da quando siamo partiti l’inflazione è triplicata” .

Maria e Franco (nomi di fantasia) sono due italiani emigrati in Venezuala; abbiamo raccolto la loro testimonianza nel corso di un loro viaggio in Italia.

 

L’intervista completa su La fedeltà di mercoledì 4 luglio 2018

Il Venezuela allo sbando
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