Cultura e Manifestazioni
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Le ceramiche di Mike Tallone in mostra a Racconigi

“Plastiche visioni in bucchero” con una serie di una ventina di opere dello scultore e ceramista.

Parole chiave: michelangelo tallone (1), mostra ceramiche (1)

Venerdì 6 luglio alle 19 presso il castello di Racconigi, nello spazio a sinistra del cortile d’ingresso negli spazi destinati alle mostre temporanee, si è inaugurata la rassegna “Plastiche visioni in bucchero” con una serie di una ventina di opere dello scultore e ceramista Michelangelo Tallone  il quale vi aggiunge anche un gruppo di disegni, con l’accompagnamento di un delizioso catalogo dove sono presentate tutte (o quasi) le sculture ceramiche in mostra.

La rassegna fa parte delle iniziative “Borghi swing” che si sviluppa a livello nazionale e resterà visitabile tutti i giorni di apertura del castello (quindi dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; ma per accedere alle sale della mostra vi sarà richiesto di acquistare un ingresso almeno al parco per 2 euro).

La mostra, oltre alle sculture in ceramica bucchero, come detto, presenta un gruppo di disegni che Tallone non aveva mai presentato in precedenti sue rassegne e, con questi, si svela anche un bravissimo disegnatore, dalle linee essenziali e sicure, che in realtà i lettori del nostro giornale hanno già avuto modo di conoscere alcuni anni addietro.

Infatti nel 2014 proprio a Michelangelo Tallone avevo richiesto  un disegno per il “biglietto” degli auguri natalizi del bollettino del santuario di Cussanio, dopo che, qualche tempo prima, avevo visto il disegno da lui eseguito come logo per il concerto di ferragosto tenutosi allora a Pian del Re in valle Po. Era un disegno questo che aveva sollevato l’entusiasmo anche di Gianfranco Bianco che, presentando il concerto, aveva citato e presentato anche il logo della manifestazione che ornava anche le maglie dei concertisti e che univa simbolicamente la musica, la montagna e la valle che ospitava la manifestazione.

Anche i disegni ora presentati ci mostrano la stessa rapidità di esecuzione, l’essenzialità del tema che si vuole rappresentare e l’efficacia simbolica che l’artista sa dare al tutto, facendone tanti piccoli capolavori che sarebbe bello veder trasformati in multipli incisi all’acquaforte. 

Del resto, a mio sommesso avviso, è la stessa efficacia ed essenzialità che Tallone esprime nelle sue sculture ceramiche, anche (vorrei quasi dire soprattutto) nelle sue più recenti realizzazioni con l’antica tecnica del bucchero dove la contemporaneità che sposa l’arcaico, come si dice anche nel suo profilo artistico: “Segni, sbalzi, forme che cercano l’uomo e dall’uomo ridiventano segni, sbalzi, forme”.

Ha esordito in una mostra personale nel 1995 a Demonte, quattro anni dopo ha vinto il “premio Saccarello” di scultura  altre importanti mostre personali nel 2002 in provincia a Cuneo (con Guido Vigna) e poi nel 2012 a Borgo San Dalmazzo,  nel  2013 a palazzo Salmatoris di Cherasco e, in quello stesso anno, è stato anche ospite di “Borgovecchio eventi d’arte” in una mostra con Elio Garis e Guido Giordano. Ma a Fossano era già stato nel 2006 con una sua piccola personale presso la galleria “Arte+” di via Roma. Vive a Paesana dove ha il suo studio/laboratorio ed è qui che l’artista (come dice lui stesso) studia, lavora e crea.

Come si legge sul suo sito internet, “Sperimentatore di tecniche e materiali diversi (dal legno al bronzo, dall’acciaio al marmo), l’artista utilizza da ultimo anche terre bruciate e arrugginite, creando forme tendenzialmente astratte, vitali, che sembrano contenere, e al contempo rilasciare, fasci energetici in tensione, gusci ovali che si avvicinano tra loro occupando lo spazio circostante. La scultura di Tallone accoglie l’aspetto del colore sotto forma di sfumature dal nero opaco al lucido dei riflessi argentei”.

Dopo di allora annoto una notevole mostra a Sirmione e poi una o due altre mostre in altre parti d’Italia: perché Michelangelo Tallone è artista che lavora con assiduità ma espone pochissimo e quindi non sono frequenti le occasioni di vedere sue opere in mostra. Piuttosto le troviamo (nelle minori dimensioni) come premio in numerose circostanze  (faccio soltanto l’esempio del premio annuale “Gianni Aimar, comunicare la montagna”, giunto ormai alla nona edizione e che ha assegnato ogni anno come premio una scultura di Tallone).

Insomma: una mostra interessante e piacevole (e pazienza... se dovrete dare giocoforza l’obolo dell’ingresso alla biglietteria del castello), che è bella da vedere.

Le ceramiche di Mike Tallone in mostra a Racconigi
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