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Ultimi posti per la “Mezzanotte canonica” a Fossano

Musica e buonumore al teatro I Portici con Pippo Bessone e Co insieme ai Joueurs de flûte

Parole chiave: mezzanotte canonica (1), padre filip (1), joueurs de flûte (1), capodanno (2), teatro (56)
Ultimi posti per la “Mezzanotte canonica” a Fossano

Ultimissimi posti per il Capodanno al teatro I Portici di Fossano che propone per la sera del 31 dicembre il concerto spettacolo “La mezzanotte canonica” di Pippo Bessone, in arte padre Filip, con Azio Citi, (padre Iork) e Luca Occelli nel ruolo del chierichetto affiancati dall’orchestra di flauti “Joueurs de Flûte”. Al termine del concerto, nel foyer del teatro I portici, sarà servito il tradizionale brindisi augurale, accompagnato dai classici dolci natalizi. Ingresso 20 euro. È aperta la prevendita in tutti gli orari di apertura de I portici e online. In attesa della notte di San Silvestro abbiamo incontrato padre Filip per due chiacchiere e “una buona parola”. 

Un sacerdote in un’occasione così mondana come la notte di San Silvestro? Il mondo sta andando al contrario?

Ma cosa dici al contrario? È proprio così che deve andare! Finire l’anno e brindare al nuovo con un sacerdote è proprio quello che ci vuole. Ovviamente io sono solo un finto prete... ma attraverso qualche bella parabola e un po’ di musica passeremo una serata in allegria e leggerezza. Questo vogliamo offrire, un po’ di serenità. Ma sai cos’è la vera domanda che mi sarei fatto? Cosa ci fa padre Filip e la sua banda con  8 flute...

Effettivamente. Allora ecco la domanda: a parte che in una notte di Capodanno i flute sono i bicchieri più adatti per il brindisi di mezzanotte, come è nata la collaborazione con l’ensemble i Joueur de flute, dove in questo caso il flute è il flauto?

Anch’io subito ho pensato ai calici per il brindisi (ride). Quando l’insegnante Mariangela Biscia mi ha proposto di fare qualcosa con i Joueurs de flute ho detto sì... poi ho pensato, e adesso? avevo paura che l’accostamento potesse sembrare troppo strano. Del resto noi facciamo i balenghi e loro sono musicisti di livello... Poi invece abbiamo trovato una formula che secondo me funziona. E anche bene.

E qual è?

Se te lo dico svelo troppo della serata. Non posso. Diciamo che loro saranno la nostra parte elegante, perché la notte di Capodanno bisogna essere eleganti. Ci aiuteranno ad introdurre e accompagnare alcuni pagine di Vangelo... ovviamente inventate. Ci saranno anche citazioni e omaggi a grandi personaggi...

Ormai da qualche anno porti in giro questo personaggio e le sue “parabole paraboliche”… come è nato?

È nato dall’esigenza di fare qualcosa e di tornare sul palco dopo un anno di pausa e dopo l’esperienza dei Lilu. Diciamo che la parte del prete non è proprio una novità, ci sono tanti comici o attori che si sono cimentati in questo ruolo, facendolo diventare macchietta o personaggio. Io sono uno fra tanti. A me interessavano certi aspetti del sacerdote che mi riportavano a qualcosa di famigliare. A partire dalla parlata dei sacerdoti. Molti usano questo tono cantilenante, la parlata lenta che forse ti riporta a qualcosa di ancestrale, che ti fa sentire a casa. E così ho cominciato a lavorarci, aggiungendo quello che  è diventato un tormentone “Ecco cosa ci insegna questa bella parabola?...” che chiude ogni siparietto.  

E come convive padre Filip con Pippo Bessone. Andate d’accordo?

Diciamo che me lo porto con me, è quasi una malattia, prendo anche delle pastiglie per tenerlo buono (ride, ndr)... no non è vero. Fa parte di me. C’è un mio grande amico pittore, Tanchi Michelotti che ha una parlata molto simile... quando ci incontriamo sembra che io lo prenda in giro, ma in realtà ci vogliamo molto bene. Quando siamo io lui e padre Filip è sempre molto bello. Pensa che ci conosciamo da una vita e ci siamo sempre dati del lei, e credo continueremo così. È come un rituale, un “lei” affettuoso che avvicina. E poi c’è una cosa che ho scoperto del parlare lento... se parli piano, pensa un po’, hai addirittura il tempo di ragionare. E oggi siamo poco abituati a questo. Tra radio e tv siamo tempestati di parole. Sui social prima scriviamo un pensiero e poi dopo - se abbiamo tempo - ragioniamo su ciò che abbiamo scritto. Invece è tanto bello parlare lento...

Il tuo spettacolo (tuo e dei tuoi compagni di viaggio) mette insieme ottima musica, parole, storie, sketch… in un mix ben dosato in cui si ride, si sorride, si pensa… e ci si può pure commuovere. Quanto abbiamo bisogno, secondo te, del sorriso per allenarci ad allargare il cuore?

È esattamente il motivo per cui faccio quel che faccio. La vita è una cosa seria, ma viverla sapendosi prendere in giro, prendendola ogni tanto alla leggera credo sia il modo più serio di vivere. La comicità e la leggerezza sono cose serie che permettono di toccare corde profonde. Con questo non voglio dire che lancio grandi messaggi, però credo che sorridere sia un bel modo per predisporsi bene verso gli altri e verso temi anche importanti della vita.

Il periodo delle feste e poi in particolare il Capodanno è anche tempo di bilanci e di buoni propositi o sogni per il nuovo anno che inizia… Cosa sogna padre Filip?

Molto semplicemente sogno, io e anche padre Filip, di poter sorridere, sogno la serenità e la voglia di semplicità. Sogno di incontrare tanta gente che ha voglia di fare. E ce n’è tanta, anche tra i giovani. Seguo alcuni giovani artisti che hanno cose interessanti da dire di se stessi e del mondo... ho fiducia.

Un saluto - e se vuoi una benedizione - ai nostri lettori e ai fossanesi che passeranno il Capodanno ai Portici…

Il mio è un messaggio di fiducia. È un momento storico difficile, ce ne sono stati altri, ma tutto si risolverà. State tranquilli. Alla fine andrà tutto bene. Finirà bene. Oddio, parlare di fine non sembra troppo rasserenante. Limitiamoci a Capodanno... l’anno con il nostro spettacolo finirà bene. E comincerà altrettanto. Auguri!

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