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L'omicidio che ha sconvolto la Granda

Continuano le indagini sulla morte di Anna Piccato - Intanto, c'è un fermo - Forse una questione di soldi

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L'omicidio che ha sconvolto la Granda

Un crimine brutale, di quelli che l’immaginario collettivo colloca nelle malfamate periferie delle grandi città. E invece Anna Piccato -  ex operaia Indesit, volontaria della Croce Rossa e sindacalista della Cgil - è stata uccisa, a 70 anni, in un piccolo comune della “tranquilla” provincia di Cuneo. Il suo corpo è stato trovato nella mattina del 23 gennaio scorso, nei giardini di Annonay nel comune di Barge; l’omicida l’ha colpita violentemente alla testa, fino a sfigurarle il volto, con - a quanto pare - “un oggetto contundente”.

Un vero “giallo”, un caso degno di un romanzo: non solo perché in Granda - dicevamo - crimini di questo tipo sono rari, ma anche perché non si riusciva a capire chi potesse voler male alla vittima, una donna conosciuta e stimata nella comunità. 

I Carabinieri hanno lavorato “alla vecchia maniera”, non potendo contare su telecamere di videosorveglianza (nella zona dell’omicidio non ci sono occhi elettronici). E hanno lavorato in silenzio: soltanto a circa una settimana dall’omicidio è stato reso noto che, subito dopo il ritrovamento del cadavere, gli inquirenti erano già sulle tracce di un 40enne sempre di Barge, Daniele Ermanno Bianco.

Risale allo scorso 31 gennaio la nota dell’Arma in cui si fa il punto sulle indagini: “Gli accertamenti svolti dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Cuneo e della Compagnia di Saluzzo sin dai primi istanti dopo il ritrovamento del corpo della Piccato - si legge - hanno consentito, in poche ore, di fare emergere e di delineare un grave quadro indiziario a carico di un 40enne del posto, ritenuto responsabile della morte dell’anziana donna”. Proprio per  “i gravi indizi di colpevolezza,”, il fermo è scattato nelle prime ore del 24 gennaio, secondo quanto ha disposto la Procura di Cuneo. “Dopo l’interrogatorio e la convalida del fermo - continuano i Carabinieri -, il Gip del Tribunale di Cuneo ha emesso nei suoi confronti l’ordinanza applicativa della misura cautelare nel carcere di Cuneo, dove l’uomo è tuttora recluso”. Ovviamente le indagini non si fermano: “Lo sforzo investigativo è in pieno svolgimento in ogni direzione e in continuo sviluppo: l’obiettivo è chiarire tutte le circostanze legate all’omicidio”.

Secondo indiscrezioni giornalistiche degli ultimi giorni, l’omicidio sarebbe legato a una questione di soldi: forse dei prestiti che la vittima ha concesso al suo futuro assassino da cui sono giunte, a mano a mano, richieste sempre maggiori. La morte di Anna Piccato non sarebbe quindi dovuta a una “rapina finita male”, come si pensava inizialmente.  

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