Fossano
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“Nino”, il neo direttore dell’Agenzia delle Entrate

Il gen. Antonino Maggiore è tornato nella sua Fossano oggi (sabato 11 agosto) in occasione della trigesima della mamma della moglie Carla (Maria, la ciapasera d’ la Ciota)

“Nino”, il neo direttore dell’Agenzia delle Entrate

Una pausa a Fossano, la città della sua adolescenza, prima di “tuffarsi”  nella nuova avventura che lo attende a Roma: la direzione   dell’Agenzia delle Entrate, decisa nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri (la prima volta che questo incarico viene affidato a un generale della Guardia di Finanza). Oggi pomeriggio (sabato) Antonino (Nino) Maggiore, ha voluto essere presente, insieme alla moglie Carla, alla messa di trigesima della suocera, Maria Pellegrino in Bertolino (la “ciapasera d’ la Ciota”) morta il 7 luglio scorso.

Nino era particolarmente affezionato alla suocera, che ha vissuto con lui e la moglie a Trieste un po’ di tempo quando già era affetta dalla malattia degenerativa che l’aveva colpita negli ultimi anni.

La messa di trigesima è l’occasione, per la numerosa  parentela dei Pellegrino e per i Bertolino, di stringersi attorno al cugino “illustre” e di congratularsi per il nuovo incarico.

Nino saluta tutti con grande cordialità: la sensazione è di una persona “vera”, schietta, che sa coltivare le relazioni umane.

Un’impressione che esce confermata dalla chiacchierata che gentilmente ci concede insieme alla moglie Carla.

Nino, di famiglia militare, ha vissuto fino ai sedici anni nella villetta di via Salmour  (zona Castello della Nebbia) oggi abbandonata al degrado ma che all’epoca era a  disposizione del comandante della Compagnia di artificieri che sorvegliavano il Polverificio (il papà, che svolgeva questo ruolo, vive tutt’ora a Fossano, in via Primavera).  Nino ha frequentato i primi due anni del liceo Ancina nella nostra città. “Conservo un bel ricordo di quegli anni, oltre ad alcune amicizie che ho conservato  - ci racconta -. Stasera io e mia moglie Carla siamo a cena da due ex compagne di scuola, entrambe farmaciste, con cui ho mantenuto i contatti”.

Carla, occhi chiarissimi (che ritornano in alcuni cugini della parentela dei Pellegrino) ha invece frequentato due anni di Ragioneria; una scelta “strumentale” per potersi iscrivere alla scuola per infermieri (il suo vero interesse) a cui si accedeva dopo un biennio di scuola superiore; ha prestato servizio a Bra e successivamente in Liguria, dove ha dovuto presto trasferirsi con il marito al seguito del quale ha poi girato mezza Italia, come succede a chi sceglie la vita militare.

I continui spostamenti le hanno impedito di continuare a lavorare, ma in compenso Carla è diventata una divoratrice di libri. Mentre Nino leggeva per motivi di studio (ha conseguito quattro lauree) Carla leggeva per diletto. “La lettura è una grande risorsa - ci dice -; lo dico sempre ai miei nipoti...”.

Carla parla con grande affetto e stima di suo marito “non per la carriera che ha fatto, queste sono cose relative; Nino è una persona buona, corretta”. Le chiediamo se il nuovo incarico del marito la preoccupa. “Conosco Nino, la sua solidità e il suo equilibrio e questo mi tranquillizza”.

Un equilibrio e una solidità che emergono anche nel corso della nostra chiacchierata informale.

Cerchiamo di “strappare” al nuovo direttore dell’Agenzia dell’Entrate la promessa di un’intervista a “La Fedeltà” sulla lotta all’evasione fiscale  e sulle tante altre questioni che presto dovrà affrontare. Non riusciamo a corromperlo; otteniamo soltanto un “Vedremo”. Ma noi ci contiamo. 

Il servizio completo su La Fedeltà di mercoledì 22 agosto

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