Le parole per dirlo
stampa

02.12.2015

L’albero della vita

In questi giorni è comparso un “albero della vita” nella fontana di viale Regina Elena. Sicuramente qualcuno, al vederlo,  si sarà chiesto: “Che cos’è?”.  Qualcuno avrà detto: “Sembra una torre”, altri: “Una colonna con il suo capitello”, altri ancora: “Un albero stilizzato”. Qualcuno avrà commentato: “Sembra quella cosa che c’era a Milano”. È proprio bello trovare un oggetto che ti faccia chiedere: “Che cos’è?”. Siamo abituati all’ovvietà, troppo abituati all’ovvietà; nelle nostre giornate guardiamo di corsa ogni cosa come se fosse ovvia, nota, fin troppo nota. E così ce ne sfugge la ricchezza. Mangiamo gli spaghetti come cosa nota e non ne gustiamo il sapore, quello di quel giorno, con il sugo di quel giorno. Incrociamo nostra moglie come “cosa nota” e non ci accorgiamo del suo nuovo taglio di capelli o del problema che porta in cuore oggi. Guardiamo le montagne come troppo note, le diamo per scontate e non ci accorgiamo dei loro colori di oggi. Che bello che in una via della nostra città ci sia qualcosa che ci faccia chiedere: “Che cos’è?”. Cioè che ci sia un simbolo.  Perché proprio questo è un simbolo: qualcosa che dentro di sé rimanda ad una ricchezza più grande. Un simbolo non si “capisce” nel momento che te lo spiegano. Anzi proprio in quel momento il simbolo inizia a “fare il suo mestiere”: farti pensare, immaginare, desiderare, sognare, comprendere. Il simbolo ti rimanda sempre più in là, oltre ogni sua spiegazione. Allora sarà bello passare in viale Regina Elena e lasciare che questo simbolo ci parli. “L’albero della vita” è un simbolo antico: dice qualcosa che unisce il cielo e la terra (altezza), qualcosa che genera vita (frutti), qualcosa che rinasce dopo ogni inverno. In sintesi ci ricorda che c’è una “sorgente” della vita. In questo senso è bello che sia collocato nella fontana. Ci sussurrerà ogni volta: “Tranquillo, anche in questi giorni faticosi, non si è ancora seccata la sorgente della vita”; “Tranquillo, c’è una sorgente della vita… non dipende tutto da te”. La nostra cultura occidentale lo collega all’albero piantato nel giardino dell’Eden, simbolo del dono della vita a tutti gli umani (Genesi). E lo collega all’albero piantato nel Paradiso, simbolo del compimento finale, dove la vita sarà gioiosa, per sempre (Apocalisse). Dunque quell’albero ci ricorderà che abbiamo solide radici e un futuro festoso. Infine dobbiamo ricordare che l’albero di Natale è nato nell’Europa del nord, dove l’abete era considerato un albero sacro perché non perdeva le foglie neppure d’inverno. Dunque l’albero di Natale si collega al simbolo dell’albero della vita. E ci ricorda che per noi è sbocciato, su questa terra, la sorgente della vita: Gesù Cristo. Per i cristiani “l’albero della vita” è la croce. Su quell’albero è fiorita la rinascita per tutti, per sempre. Grazie a quell’albero nessun inverno soffocherà mai più la nostra vita.

02.12.2015
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento