Le parole per dirlo
stampa

04.06.2014

“Speranza: quando vedi qualcosa di buono nel tuo futuro e ti viene voglia di spenderti per raggiungerlo” (Cristiano Ghibaudo, formatore, 1977)

Spesso confondiamo la speranza con la fortuna. Quando diciamo: “Speriamo che…” in genere intendiamo: “Ci auguriamo che la fortuna sia dalla nostra parte”. Ogni giorno cadiamo in questa confusione. Gli esempi sono molti. Ricordo alcune frasi ricorrenti: “Speriamo di vincere il campionato”; “spero di guarire da questa brutta malattia”; “spero nell’estrazione della prossima settimana”; “spero in un aumento di stipendio”; “spero di incontrarti”… In tutte queste frasi l’accento è posto sulla fortuna. In queste espressioni noi “quasi invochiamo” la dea fortuna, perché ci faccia vincere il campionato, perché ci liberi dalla malattia, perché faccia uscire il numero giusto nella lotteria… La speranza sembra intimamente legata alla fortuna, intesa come la pensavano gli antichi, cioè una dea bendata che distribuisce i beni a caso. Quando guardiamo il futuro, senza accorgerci, in noi spunta la dea bendata. E affidiamo a lei le nostre attese. Sperando di essere “fortunati”.
Ma guardando al futuro non dobbiamo innanzitutto pensare alla fortuna. Dobbiamo pensare a qualcosa di buono che vogliamo costruire. La prima questione non è ciò che ricevo, ma ciò che dono, ciò che posso progettare, costruire, edificare. Il futuro non va pensato in modo passivo, come qualcosa che ci piove addosso. Va pensato in modo attivo, come qualcosa che costruisco assieme agli uomini e alle donne del mio tempo. Il futuro è il regalo che voglio confezionare per i miei figli, per le generazioni future. Dunque il futuro non è innanzitutto un oggetto da conquistare per me, o una fortuna da desiderare per me, bensì un regalo che costruisco giorno dopo giorno, da lasciare a chi sta nascendo.
Noi non invochiamo la dea fortuna, noi speriamo immaginando concretamente un mondo migliore e iniziando a costruirlo. Essere adulti significa essere responsabili del futuro. Per questo non abbandoniamo il futuro al caso, né lo lasciamo in mano alla fortuna. Lo prendiamo in mano noi, lo immaginiamo, lo sogniamo… e ogni giorno ci spendiamo per costruirlo.
PS: Ti invito giovedì 12 giugno all’incontro “Strappiamo la violenza. In ricordo di Silvana” (vedi articolo su La Fedeltà di mercoledì 4 giugno 2014).

04.06.2014
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.