Le parole per dirlo
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10.06.2015

“Le probabilità che tu fossi concepito erano così vicine al niente che nessuno avrebbe potuto scommettere che tu, proprio tu, fossi qui. Ma ci sei. L’Universo ti ha invitato qui, e tu hai accettato. Hai già dimostrato di poter battere le probabilità. Puoi farlo di nuovo”  
(Barbara Pozzo, terapista della riabilitazione, 1969)

Trovo questa citazione nel libro “La vita che sei. 24 meditazioni sulla gioia”. Un libro che riconcilia con la vita.
In questa frase l’autrice ci ricorda una cosa importante: c’erano miliardi di possibilità di non nascere ed invece io sono nato. Erano infinitamente più alte le possibilità che non esistessi ed invece esisto. Questa è una meraviglia che non deve cessare mai di stupirci. Siamo al mondo  e potevamo benissimo non esserci. Abbiamo vinto il calcolo delle probabilità. Siamo vivi,  questo non è mai scontato. Siamo vivi, senza averlo meritato. Siamo vivi, senza necessità che tutto questo avvenisse. Mi vengono i brividi a pensarlo! Nell’immensità dell’universo io sono un granello, anzi molto meno di un granello. Nell’immensità dei millenni passati e futuri io sono un soffio, anzi meno di un soffio. In quell’immensità la mia esistenza è irrilevante. Eppure io sono vivo, proprio io, proprio adesso. Invitato da qualcuno: i miei genitori, l’Universo intero, Dio. Invitato come unico, per sempre.
Pensare a questa mia unicità singolare mi aiuta a pensare come unici e singolari i miei giorni, le mie scelte , i miei affetti. Non sono un numero casuale, non sono un granello uguale ad altri milioni di granelli, interscambiabile. Io sono unico, per sempre. Così ciò che faccio, amo, scelgo, costruisco ha sempre questo timbro unico. Questo mi aiuta ad essere sempre protagonista della mia esistenza. Non sono una vittima che deve subire il corso degli eventi. Non sono un numero che può essere sostituito a piacimento. Non sono un robot che funziona per automatismi. Sono un essere umano e ogni istante posso gustare il sapore avvincente dell’unicità. Questo istante in cui sto leggendo l’articolo è mio, unico, dipende da me, posso viverlo in modo unico. Non è mai un caso, non è mai una combinazione, non è mai un destino da subire. Quest’istante è sempre un’opportunità unica. A me la scelta di come starci dentro, di come stare al mondo.
Ed ogni istante è sempre nuovo e può generare qualcosa di nuovo. Alla nascita ho battuto le probabilità. Posso farlo anche oggi. Posso farlo tutte le volte che mille probabilità mi diranno “È impossibile”, anche allora potrò credere che una possibilità ci sia ancora. Lo potrò dire addirittura di fronte alla morte. Quando tutto sembrerà finito ci sarà ancora una possibilità. Ce lo ha assicurato il Signore.
E allora… ripartiamo con questa speranza.

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10.06.2015
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