Le parole per dirlo
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11.03.2015

“Il pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno sospettava”  (proverbio svedese)

Tutti conosciamo il racconto di Zaccheo. Quel giorno Zaccheo, come sempre, aveva mille cose da fare. Era un uomo impegnato. Si era alzato con l’agenda fitta: lavoro, contratti, progetti, scadenze. Era un giorno come tanti. Colazione, lavoro, pranzo, lavoro, cena, un po’ di relax, una bella dormita. E si riparte con colazione, lavoro, pranzo… Dunque era un giorno come tanti. Aveva sentito dire che sarebbe venuto in città un tale Gesù di Nazaret. Un guaritore, un predicatore. Abbastanza famoso e seguìto. Se ne parlava da giorni a Gerico. Ma Zaccheo aveva mille impegni, non aveva certo tempo da sprecare per andare ad aspettare, magari per ore, in mezzo alla folla, l’arrivo del maestro. E poi per che cosa? Lui era in salute, i soldi non gli mancavano. Non aveva bisogno di un guaritore, né di uno che lo sfamasse. Per far festa non aveva bisogno di uno che gli cambiasse l’acqua in vino, perché di vino ne aveva in abbondanza. Così inizia quella giornata come sempre. Una giornata normale: colazione, lavoro… Poi, però, verso fine mattinata quasi improvvisamente decide  di andare a vedere il maestro. Si fa largo tra la folla. Non gli basta sentire la voce del predicatore, lo vuole vedere. Ma la folla è tanta e lui è piccolo di statura. Così un’altra decisione improvvisa: sale su un albero, come un bambino, lui già adulto, ricco e potente. Lo vede arrivare, passa proprio sotto il suo albero. E succede un fatto sconvolgente, inaudito, imprevisto: Gesù, sotto l’albero, si ferma, alza lo sguardo e gli dice: “Zaccheo, cercavo proprio te. Da un sacco di tempo. Che piacere incontrarti. Vengo a pranzo oggi a casa tua”. Zaccheo proprio non se l’aspettava una frase del genere. Proprio non si aspettava di essere nel cuore di quel maestro. Di essere nel cuore di Dio. Era abituato ad essere guardato con diffidenza, era abituato ad essere considerato un “lontano da Dio”, un irregolare, un peccatore. Con sorpresa si sente preceduto, atteso. Cercava Gesù e si sente cercato. Da tempo, forse da sempre. Rimane senza parole. Pranzano insieme. E Zaccheo cambia. Non è più lui. Quel mattino non si sarebbe minimante sognato un pomeriggio così!
Possiamo allora iniziare ogni giornata con la disponibilità al nuovo. Il giorno che arriva non lo abbiamo mai vissuto. Guardiamolo con disponibilità ad essere toccati dalla novità. Affrontiamolo con apertura di cuore, di mente, di sguardo. Qualcosa di nuovo sboccerà sempre.
Se sei credente, inizia ogni giornata con la certezza che Dio sorge per te prima dell’aurora. E, come per Zaccheo, ti precede sul cammino, ti viene incontro anche quest’oggi. Per questo ogni giornata è sempre sorprendente. Buona giornata!

11.03.2015
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