Le parole per dirlo
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11.06.2014

“Era stato necessario fermarsi. E pensare che aveva sempre pensato che muoversi fosse l’unico modo per andare avanti” (Cristiano Ghibaudo, formatore, 1977)

Siamo tutti convinti che “agitarsi” sia il modo migliore per andare avanti nella vita. Sempre di più siamo convinti che per sopravvivere in questa società sia necessario “correre”. Più corri e più risolvi. Più corri e più produci. Più corri e più vai avanti. Stare fermi sembra tempo perso, tempo sprecato. In questo modo siamo sempre in movimento, sempre “impegnati”, sempre “in ritardo” . In questo modo spesso sottovalutiamo la direzione. Presi dalla frenesia scordiamo di chiederci se stiamo correndo nella giusta direzione. E dimentichiamo la valutazione delle energie. Presi dalla frenesia della corsa non ricarichiamo le pile, non rivediamo le motivazioni. E perdiamo di vista gli altri. Corriamo sempre più da soli, senza vedere chi ci corre accanto, chi è disposto ad aiutarci, chi ci chiede aiuto. Dimentichiamo il gioco di squadra, caricandoci tutto il peso sulle spalle.
Ma per correre è necessario ogni tanto stare fermi per verificare la direzione, riscaldare le motivazioni, valutare ciò che ci sta intorno, costruire un gioco di squadra, imparare a correre con gli altri. Per questo nelle nostre settimane abbiamo bisogno di ricavare un po’ di tempo per fermarci. Non solo un tempo per riposarci, ma per pensare, dialogare, ascoltare, leggere, sognare, progettare, pregare, ammirare. Un tempo per fare il punto e ripartire. Un tempo per capire per cosa sto correndo, ma anche per accorgermi delle cose che sto dimenticando.
I cristiani continuano a difendere la domenica proprio per questo: avere un tempo per fermarsi, per poter davvero ripartire. La Messa non è solo un “formale rito”, un dovere. La Messa è un tempo per riscoprire la direzione, trovare motivazioni, riscoprirci fratelli. La messa è un’ottima occasione per dire: per correre spesso è necessario fermarsi. La messa è “far niente”, per tornare a fare ogni cosa in modo diverso. È fermarsi per rinnovarsi.
PS: ti invito alla meditazione “Un Dio scandaloso” venerdì 13 giugno (vedi articolo su La Fedeltà di mercoledì 11 giugno 2014).

11.06.2014
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