Le parole per dirlo
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11.11.2015

“Occorre fornire un contributo profetico al faticoso mestiere di vivere” (Enzo Bianchi, priore di Bose, 1943)

Vivere non è semplice. L’abbiamo imparato fin da ragazzi quando ci siamo accorti che le cose non sempre andavano lisce. Già allora era faticoso scegliere di studiare anche quando avremmo preferito giocare o scegliere di continuare a voler bene ad un amico che ci aveva offesi. Poi da giovani abbiamo incontrato la fatica di scegliere quale strada intraprendere, quale relazione coltivare, quale donna sposare. Poi abbiamo provato sulla nostra pelle la fatica della responsabilità: prendere decisioni che riguardano altri, prendere decisioni che riguardano i figli, la famiglia, l’ufficio, gli studenti, l’azienda… Sempre abbiamo sentito sulla nostra pelle che vivere significa scegliere, cioè apprezzare, valutare, distinguere, desiderare, volere, cercare, rischiare. In questo modo abbiamo capito che vivere significa scegliere pur non conoscendo il futuro e le conseguenze delle scelte sul futuro. Ogni scelta ha una forte dose di rischio e di imprevedibilità. Eppure, anche al buio, non possiamo fare a meno di scegliere. A essere sinceri ogni giorno scegliamo come vogliamo giocarci la vita. A volte con serenità, a volte con angoscia. Scegliamo come trattare gli altri, come svolgere il nostro lavoro, come guidare l’auto, come salutare… In tutta questa “fatica” abbiamo bisogno di un contributo profetico, come ci dice Enzo Bianchi. Abbiamo, cioè, bisogno di una luce per scegliere. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci apra la strada per sentirci meno al buio. Qualcuno che cammini davanti e indichi uno stile umano di vivere. Non ci servono persone che urlano le loro certezze, facendoci credere che hanno una soluzione ad ogni problema. Non esistono soluzioni a basso costo, non esistono soluzioni preconfezionate ai vari problemi che la vita ci pone davanti nel fluire dei giorni. Le cercheremo insieme, a poco a poco. A noi basta un po’ di luce dentro cui scegliere quale uomo desideriamo costruire. La citazione di Bianchi suona così: “Non si tratta di elaborare un proprio umanesimo, bensì di fornire un contributo profetico al faticoso mestiere di vivere che uomini e donne affrontano ogni giorno nel nostro paese”. Ci auguriamo che il convegno di Firenze, dove mi trovo in questi giorni, lavori in questa direzione. Ci auguriamo che i cristiani sappiano essere persone che offrono luce al cammino di tutti, credenti e non credenti, senza pretendere di avere risposte a buon mercato, soprattutto senza pretendere di avere risposte preconfezionate. Il Vangelo offre una luce dentro cui, con fatica e speranza, scegliere la nostra strada. Buon cammino!

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11.11.2015
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