Le parole per dirlo
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15.06.2016

“Che meraviglia. Ogni giorno è nuovo di zecca” 
(Fausto Gianfranceschi, scrittore 1928-2012)

Ci sono due modi di alzarsi al mattino. Il primo: apro gli occhi, vedo gli stessi mobili che erano attorno a me ieri sera, nel mio letto o nelle stanze vicine le stesse persone di ieri, dalla finestra lo stesso paesaggio. E dico: si ricomincia con le solite cose! Il secondo: apro gli occhi e vedo un giorno che non ho mai vissuto, un giorno nuovo di zecca e dico: che meraviglia! Nel primo modo penso la vita come una semplice gestione dello spazio: cose da fare, persone da incontrare, impegni, lavoro, pasti, feste, fatiche. Nel secondo modo penso la vita come un cammino nel tempo: pertanto ogni mattina è una porta che si apre all’inedito, è una possibilità di scelta e di cambiamento. Perché ogni giornata non è mai la ripetizione della giornata precedente. Ogni giornata è un cammino verso l’ignoto, il nuovo, il non ancora visto. Ogni giornata è sorretta dalle nostre attese. Dunque il mio compito è quello di “aprire un processo”. Innanzitutto un processo in me stesso:  oggi posso cambiare, ho tutto un giorno davanti per migliorarmi. Un processo nel modo di guardare gli altri: oggi le persone possono stupirmi, possono superare i miei pregiudizi; oggi posso scoprire in loro aspetti per me sconosciuti. Un processo nel modo di affrontare gli impegni quotidiani: oggi posso essere affabile o scontroso, gentile o sgarbato, entusiasta o annoiato... Per chi crede, ogni giorno è una bella occasione per riprendere il cammino con il Signore, l’infaticabile creatore, che sa essere nuovo ogni giorno e sa creare cose nuove per noi. Proprio come dice in un passo della Scrittura: “Ecco faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?  Aprirò nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Is 43). Il credente si sveglia con la fiducia di avere accanto un Dio che sta facendo cose buone oltre le umane attese. Un Dio che sta generando vita anche nei luoghi secchi e aridi della giornata (“fiumi nella steppa”). Dunque possiamo iniziare la nostra giornata aperti allo stupore. “Chi non è più in grado di provare stupore né sorpresa è per così dire morto. I suoi occhi sono spenti” (A. Einstein). Qualcuno dirà: ma di che devo stupirmi oggi, è una giornata banale e senza sorprese. A chi pensa così propongo di iniziare la giornata pensando a ciò che dice T. Fiebig: “Se non ti sei mai meravigliato del fatto che esisti, stai sprecando l’evento più grande di tutti”. Esisto, sono vivo, sono al mondo ed ho in regalo un’intera giornata: questa è davvero una meraviglia, che non mi sono meritata. Mi capita, mi sorprende.

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15.06.2016
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