Le parole per dirlo
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15.07.2015

“Siamo analfabeti del silenzio ed è questo uno dei motivi per cui non sappiamo vivere nella pace” 
(Josè Tolentino Mendonca, poeta portoghese, 1965)

Viviamo di corsa, sempre con mille pensieri e mille preoccupazioni in testa. Viviamo bombardati di notizie, ogni giorno. Facciamo mille parole e ne ascoltiamo altrettante. E nei momenti di relax guardiamo la tele e subiamo tutte le sue parole. Quante parole, quante notizie, quante informazioni, quanti pensieri, quante preoccupazioni... Ogni giorno. E così ci troviamo lacerati: scelte da fare, dubbi, domande. Ci troviamo angosciati: notizie tragiche, paure, scadenze che incombono. Ci troviamo sballottati: pensieri che si accavallano, opinioni contrapposte che ci arrivano, imprevisti che ci assalgono. E diventa difficile vivere nella pace.  Il poeta portoghese colpisce nel segno: “Siamo analfabeti del silenzio ed è questo uno dei motivi per cui non sappiamo vivere nella pace”. Il silenzio è fondamentale per crescere dentro e poter stare in piedi anche nelle burrasche. Il silenzio è fondamentale per reggere. Non il silenzio vuoto di chi non sa cosa dire, non il silenzio vuoto di chi non ha interessi, non il silenzio vuoto di chi fa il muso, non il silenzio vuoto di chi è indifferente alla vita. Ma il silenzio pieno di chi sa stare con se stesso lasciando venir fuori la domanda fondamentale: “Chi sei veramente?”. Il silenzio di chi sa fermarsi ogni tanto di fronte alle domande intense della vita: “Dove stai andando?”, “Per cosa stai lottando?”, “Per chi stai lottando?”, “Che cosa vuoi veramente?”, “Chi e che cosa ami veramente?”, “Quale sogno porti in cuore?”… Il silenzio di chi sta stupirsi, di chi sa stare in silenzio ammirando un tramonto o gustando un abbraccio. Il silenzio di chi sa ascoltare i saggi, leggendo un libro con attenzione, con umiltà, con curiosità. Il silenzio della preghiera, di chi non riempie di parole le orecchie di Dio, ma sta con pazienza zitto alla sua presenza. Ecco questi silenzi generano vita in noi, generano spessore, alimentano la fiducia. Sono come le buoni radici di un albero: esse lo alimentano e lo tengono saldo in piedi: anche nella tormenta quell’albero reggerà.
Siamo in estate. Il ritmo della vita rallenta un po’, almeno in alcuni giorni. Regaliamoci qualche spazio di silenzio. In casa con un libro, in una chiesetta per un po’ di preghiera, in un prato per un po’ di stupore… questi silenzi ci rigenerano. Non basta riposarsi. Occorre rimotivarsi, ritrovarsi, rinascere.
Buona estate.
PS: Carissimi amici chiudiamo qui questa rubrica. Ci rivedremo a settembre. Buon cammino.

15.07.2015
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