Le parole per dirlo
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15.10.2014

“Lo sappia il mondo: la Chiesa guarda a esso con profonda comprensione, con sincera ammirazione e con schietto proposito non di dominarlo ma di servirlo, non di disprezzarlo ma di accrescerne la dignità, non di condannarlo ma di offrirgli conforto e salvezza”  (Paolo VI)

Quale Chiesa abbiamo costruito? Hanno ragione molti uomini e donne ad essere critici verso la nostra Chiesa. Una Chiesa troppo barricata sulla difensiva. Una Chiesa che non sa ascoltare le voci che arrivano da fuori. Una Chiesa ancora troppo intenta a imporre verità, leggi, giudizi. Una Chiesa troppo sicura della verità. Una Chiesa che fatica ad ammirare ciò che la circonda. Una Chiesa troppo presa dall’organizzazione e poco appassionata alla vita della gente. Una Chiesa che non ha ancora imparato l’umiltà della minoranza e continua a sognare di essere maggioranza. Una Chiesa nostalgica, a volte addirittura arrabbiata, al posto di essere profetica e misericordiosa. Una Chiesa lontana dalla gente, incapace di dialogo concreto, incapace di parole di vita. Una Chiesa stanca.

Non è questa la Chiesa che sognava Paolo VI. Egli desiderava una Chiesa che si sforza di “comprendere”. Non si tratta di giustificare tutto, ma di capire, di mettersi nei panni delle persone, di entrare in punta di piedi nelle storie della gente, di cogliere il lato buono di ogni vicenda, di ogni esistenza, di vedere Dio all’opera in ogni uomo e in ogni donna. Si tratta di saper ascoltare le domande, le fatiche, gli sbagli, le attese, i progetti, le delusioni, le ferite della gente. Si tratta di far un pezzo di strada con le persone, con pazienza e affetto, prendendosi realmente cura della loro vita. Si tratta di aiutare le persone a intravvedere squarci, ad aprire cammini, a trovare sempre e comunque una speranza.

Per far questo occorre avere una “sincera ammirazione” per l’altro. Che meraviglia! Come sarebbe bello se i cristiani fossero coloro che sanno ammirare. Cioè coloro che si notano per il fatto che sanno apprezzare le cose e le persone. Gesù Cristo ha “ammirato” questo  mondo fino al punto di scomodarsi dal suo cielo e venire concretamente su questa terra. Ed ha ammirato talmente questa terra e i suoi abitanti da giungere a “morire d’amore” per loro. Folgorante! Se anche noi cristiani fossimo capaci di ammirare con uguale affetto questa terra e i suoi abitanti.

15.10.2014
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