Le parole per dirlo
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17.05.2017

“Viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza”
(Camus, filosofo francese 1913-1960)

Un giorno cinque amici decidono di fare un lungo viaggio a piedi. Erano un monaco, un ladro, un pittore, un ricco e un saggio. Il primo giorno camminano nel deserto. Alla sera si fermano e cercano un riparo per la notte. Trovano una grotta. Entrano insieme. Il monaco guarda la grotta e dice: “Terminato il nostro viaggio verrò qui e userò questa grotta come cella per fare l’eremita”. Il ladro dice: “Terminato il viaggio verrò qui; questo sarà il mio rifugio, qui nessuno riuscirà a trovarmi”. Il pittore, vedendo la parete nera, ma anche grigia, con sfumature rosa e verdi e splendidi giochi di luci e ombre esclama: “Terminato il viaggio verrò qui e dipingerò l’interno di questa grotta”. Il ricco, che in città non riusciva mai a dormire tranquillo perché aveva in casa un immenso tesoro, dice: “Terminato il viaggio vengo a vivere qui. Faccio una fossa e vi metto tutti i miei tesori. Qui non viene nessuno a rubare. E poi, finalmente, dormo sereno”. Il saggio entra nella grotta, la guarda attentamente ed esclama: “Com’è bella questa grotta!”.
Trovo illuminante questo racconto. I primi quattro, pur così diversi tra loro, hanno un comune difetto: guardano la grotta a partire dai propri interessi. A loro non importa la grotta in sé, ma l’uso che possono farne. Guardano ciò che è utile. E non vedono veramente la grotta. Solo il saggio sa vedere la grotta. Tutti siamo simili ai primi quattro: fatichiamo a vedere davvero le cose e le persone. Guardiamo tutto a partire da noi stessi, dagli interessi o dai pregiudizi. Guardiamo le persone a partire dall’idea che ci siamo fatti in precedenza. Guardiamo le cose per usarle. E, spesso, ci perdiamo la bellezza e la verità delle cose. La vita diventa un meccanismo, un lavoro, una procedura. Ma perde la sua bellezza. Funziona, senza gusto. Come un piatto di pasta senza sale e senza condimento: nutre, senza gusto. Spesso le nostre giornate sono frenetiche e senza gusto. Piene di cose, vuote di bellezza, vuote di sapore, di senso. In questo tempo di fatica e di cambiamento suona vera la frase del filosofo francese: “La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un tempo in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza”. Per vivere, per correre, per reggere, per lavorare abbiamo bisogno di bellezza. Non la bellezza intesa come apparenza, come ricchezza, come moda. Abbiamo bisogno della bellezza intesa come qualcosa che attrae e rimanda oltre. Abbiamo bisogno di squarci, di aperture. Abbiamo bisogno di qualcosa che evochi il mistero che ci avvolge. Per non morire asfissiati. Abbiamo bisogno di bellezza che ci faccia respirare e ci aiuti ad assaporare. E di occhi allenati a vederla in ogni cosa. Ad iniziare dal cielo stellato di questa notte, dai fiori che hai sul davanzale, dal viso delle persone che incontrerai oggi.

17.05.2017
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