Le parole per dirlo
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18.03.2015

“Chi non muta quando tutto muta alla fine resta semplicemente muto” (Amando Matteo, teologo italiano, 1970)

È stato detto che stiamo vivendo in una “società liquida”. Che cosa significa dire che la nostra è una società liquida? Significa che i cambiamenti sono veloci al punto che quando noi ci siamo abituati ad un cambiamento, esso è già cambiato. E ti sfugge via dalle mani, ti scivola via, come acqua. Ed è proprio così. A tutti capita di faticare a capire un cambiamento. Poi piano piano ci entri dentro, inizi a trovarti quasi di casa. Ma a quel punto le cose sono già di nuovo cambiate. E la cosa ti sfugge nuovamente di mano. Nella vita funziona quasi come con i computer: quando hai imparato ad usare un programma è già tempo di cambiarlo. Così ci sentiamo sempre un po’ fuori posto, un po’ disorientati, addirittura un po’ confusi. A volte ci sentiamo stranieri nella nostra stessa società. Alcuni reagiscono facendo finta di nulla, come se nulla fosse cambiato: chiudono gli occhi, per paura, e fingono di vivere nella società di un tempo. Poveri ingenui! Altri si oppongono ad ogni cambiamento: il loro principio è che la società di un tempo era la migliore, era la società perfetta e  così combattono contro ogni cambiamento. Poveri illusi! Altri ancora credono solo al cambiamento: sono convinti che tutto ciò che sorge di nuovo sia il massimo, sia la perfezione, che viene a sconfessare tutto il passato, anzi che viene a buttare nella spazzatura tutto il passato. Poveri  sognatori!
Da sempre l’uomo cambia. Da sempre le società cambiano. Soltanto si sono accelerati i tempi. Che fare? Come evitare i due estremi ben espressi dalle frasi:  “Si è sempre fatto così” e “Meno male che non si fa più così”?  Credo sia illuminante la bella espressione citata: “Chi non muta quando tutto muta alla fine resta semplicemente muto”. Tante cose cambiano attorno a noi. È un’illusione pensare di rimanere “immutati”. I cambiamenti ci cambiano anche se non lo vogliamo. E se ci ostiniamo a non lasciarci toccare diventiamo muti, fuori gioco, fuori tempo. Il compito di ciascuno di noi è quello di essere capaci di stare nel proprio tempo per portare il proprio contributo. Così potremo far sì che il cambiamento non sia solo un cambiamento, ma un buon cambiamento. Aiutiamoci in questo lavoro!

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18.03.2015
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