Le parole per dirlo
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18.06.2014

Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi di sogni” (Alda Merini, poetessa, 1931-2009)

Un bacio è sempre un piacere. Una carezza, un abbraccio, una calorosa stretta di mano ci comunicano piacere. Spesso ne abbiamo proprio bisogno. Ci sono giorni  talmente aridi, freddi, monotoni, giorni in cui hai bisogno che qualcosa di piacevole ti faccia sentire vivo, ti scuota e ti risvegli dal torpore o dalla tristezza. Ti doni un po’ di calore, di colore, di serenità. Spesso, nella vita, abbiamo bisogno di qualcosa di buono per andare avanti: una caramella, una birra con gli amici, una cena con persone care, una camminata in montagna, una doccia calda, un abbraccio, un sorriso. Questi momenti piacevoli ci fanno toccare con mano, con il corpo, che al mondo c’è qualcosa di buono e dunque si può andare avanti, si può continuare a lottare. Pensate alle giornate pesanti: torni a casa stanco, magari svuotato dentro; fai una doccia e già sembri rinato. Quel semplice “piacere” della doccia ti ha fatto sentire sulla pelle che esiste ancora qualcosa di “bello” e, così, sei rinato. A maggior ragione rinasci se, quella sera, puoi mangiare una cena con persone care. In compagnia gusti il sapore del cibo, apprezzi il vino, senti il calore delle relazioni. E rinasci. Le cose piacevoli fanno rinascere. Ma non bisogna prenderle come scopo della  vita. Sarebbe un guaio se il piacere fosse lo scopo delle nostre giornate. Il piacere, quando diventa scopo, si spegne. Se vivo per mangiare rischio di “strafogarmi”, più che provare il piacere di assaporare. Se vivo per le ferie, rischio di “bruciarmi le ferie” cercando di divorarle, di spremerle per succhiarle fino al midollo. Ma il piacere non è uno scopo, è soltanto un mezzo per andare oltre. Il piacere indica una strada, indica la direzione del “senso”. Nel piacere ritroviamo motivazioni ed energie per andare oltre, per costruire la vita. Per questo la Merini ci diceva che nel bacio dobbiamo andare oltre il piacere. Perché non ti bacio per il piacere di baciarti, ma per farti sentire che ti voglio bene. Il piacere del bacio, dell’abbraccio mi fa capire che volerti bene è davvero una bella cosa. Il bacio mi rimotiva a costruire il nostro legame. Non è un punto d’arrivo, ma di partenza. Così come la cena con gli amici non è un punto di arrivo, ma di partenza. Non sto con gli amici per poter mangiare, ma mangio con loro per rinnovare la voglia di costruire la nostra relazione, nelle varie vicende della vita. Così è il pasto in famiglia: non è solo un modo per sfamarsi, ma è il momento in cui sentiamo il piacere di mangiare, di bere, di amarci. E così riprendiamo la voglia di costruire l’amore, nella buona e nella cattiva sorte.

18.06.2014
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