Le parole per dirlo
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20.07.2016

“La terra appartiene a chi ne intuisce la bellezza e la rende migliore” 
(Bertolt Brecht, drammaturgo e poeta, 
1898-1956)

In queste settimane abbiamo assistito con sgomento a gravi tragedie: lo scontro fra due treni, gli attentati in America, la strage di Nizza… Di fronte a questi fatti in noi sale un urlo: “Non dovrebbero capitare queste cose!”. Sentiamo sulla pelle e nel cuore che il  male non dovrebbe esistere su questa terra, che il male non è un cittadino di questa terra, ma un ospite perverso, un invasore crudele. La terra non gli appartiene, non è degno di abitarla. È un maledetto ladro, che rovina, distrugge, ruba. Un nemico. Lui e tutti coloro che lo servono. Lui e tutti coloro che collaborano con le sue assurde manovre. Perché la terra non appartiene al male, non appartiene a chi procura male, non appartiene a chi crede solo nelle logiche di potere, non appartiene a chi crede di comprarla. La terra, come dice Brecht “appartiene a chi ne intuisce la bellezza e la rende migliore”. Se cogli la bellezza di un fiore non ti sogni di calpestarlo. Se vedi la bellezza di un paesaggio non ti permetti di deturparlo. Se intuisci la bellezza di una persona non ti permetterai mai di ferirla. Se cogli la bellezza della terra allora sei degno di essere un cittadino, di avere la cittadinanza di questo mondo. La terra appartiene a chi la sa apprezzare. E, di conseguenza, a chi lavora ogni giorno per renderla migliore. Proprio come fa chi ama la propria casa: l’apprezza e la cura. Ogni giorno. Per questo motivo dobbiamo lavorare insieme, soprattutto in questi tempi difficili, per riuscire a vedere la bellezza delle cose. Perché la bellezza delle cose lavorerà in noi per mantenerci innamorati della vita, del creato, delle istituzioni, delle persone. Non cinici arrabbiati, ma tenaci operai di questa terra, tenaci operai capaci di lavorare per renderla migliore. Nonostante le assurde tragedie. E in questo lavoro ci sostiene il nostro Dio, proprio perché dall’inizio della creazione Lui sa vedere la bellezza di ogni cosa. Difatti la Bibbia descrive la creazione ripetendo per ben sette volte: “Dio vide che era cosa buona e bella”. I cristiani sono coloro che abitano il mondo facendo risuonare questa profonda verità: “In radice la cose sono buone e belle”. Per far questo noi credenti abbiamo estremo bisogno di recuperare la vera immagine di Dio. Come dice Ermes Ronchi: “Ecco il compito che ci attende: rianimare l’ottundimento del gusto di Dio che affligge i nostri sensi spirituali”. Abbiamo bisogno di recuperare “il Dio che ride con l’uomo davanti ai caldi giochi dei mari e del sole” (A. Camus). Le vacanze possono aiutarci a vedere la bellezza del creato e l’amorevole cura del Dio Creatore.

20.07.2016
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