Le parole per dirlo
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24.02.2016

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” 
(Wiston Churchill, politico inglese, 1874-1965)

Oggi ho avuto la fortuna di partecipare alla “Mezz’ora di bellezza” e di sentire la lettura del canto che Dante dedica ad Ulisse. Una meraviglia! Confesso che non avevo più riletto questo gioiello dai tempi della scuola. E ne sono stato affascinato. Dante dipinge Ulisse come un insaziabile ricercatore, un vero esploratore che non si ferma davanti all’ignoto. E Dante fa il tifo per Ulisse, perché come lui è convinto che vivere significa non stancarsi mai di seguire “virtute e canoscenza”, non stancarsi mai di cercare ciò che è buono e vero. Oltre il già noto, già fatto, già conosciuto. Poi, dopo la “Mezz’ora”, in serata ho incontrato un gruppo di ventenni che stanno pensando al loro futuro e alle scelte da compiere. Davanti ai loro sguardi carichi di attesa ho intravisto la figura di Ulisse. Ed ora, prima di andare a letto, conservo il sapore buono di questi stimoli, il gusto buono della voglia di cambiare. Così mi torna alla mente la frase di W. Churchill: “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”. Ogni giorno dovremmo partire da questa certezza: “Per migliorare bisogna cambiare”. Rimanere fermi equivale a peggiorare. Perché tutto attorno a noi cambia. Rimanere fermi è già una sconfitta. Pertanto è necessario vivere con il desiderio di esplorare l’ignoto nelle questioni quotidiane. Non si tratta di partire alla scoperta dell’America, né di superare le Colonne d’Ercole, ma di “andare oltre” nei nostri affetti, nel lavoro, nella ricerca della giustizia. Non basta ripetere, occorre desiderare, creare, provare, esplorare. Soltanto così sbocceranno vie nuove capaci di ridarci ossigeno, orizzonte, speranza, entusiasmo. Certamente si può anche sbagliare, ma la paura di sbagliare non deve frenare il nostro viaggio. Perché star fermi è già sbagliato in partenza. Come dice un noto adagio: “Non falliscono le persone che provano a cambiare e non ci riescono, ma quelle che si lamentano sempre senza provare”. Lo so che spesso cambiare sembra impossibile, superiore alle nostre forze. Sembra un salto nel vuoto. In questi casi ricordiamoci di quanto diceva Nelson Mandela: “Sembra sempre impossibile fino a quando non viene fatto”. Questo nostro tempo è stato definito un “cambiamento d’epoca”. Aiutiamoci a camminare dentro tale cambiamento epocale. Smettiamo di lamentarci per quanto stiamo perdendo. Iniziamo ad aiutarci a cercare ciò che “stiamo trovando”. Proprio come dice il proverbio cinese: “Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono dei ripari ed altri costruiscono dei mulini a vento”. Smettiamola di costruire ripari per difenderci dal nuovo. Impariamo da Abramo. Egli, per tutta la vita viaggia verso l’ignoto. Per anni ed anni continua a camminare verso un futuro che non riesce a vedere. Accompagnato dalla sua incrollabile fiducia in Dio. Cammina non perché Dio gli mostri in anticipo il futuro, ma perché si fida della sua presenza. In quella presenza può stare per una vita intera in cammino verso l’ignoto.

24.02.2016
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