Testimoni del Risorto
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Teresa Di Janni Magliozzi

Testimoni del Risorto 09.03.2016

Calendarioi liturgico Teresa

È  mamma a 13 anni, per necessità più che per scelta, perché sua mamma è morta improvvisamente e le ha lasciato tre sorelle ed un fratello da allevare: così Teresa deve lasciare la scuola e dividersi tra i fratellini e l’azienda di papà e sicuramente è l’ultima cosa che si sarebbe immaginata di dover fare. Nata a Gaeta nel 1872, le resta dentro per un po’ di nostalgia della scuola, abbandonata suo malgrado, e vi rimedia come può, divorando tutti i libri ereditati da mamma. Che per lo più sono libri religiosi, a sua volta a lei regalati da uno zio sacerdote, e sono forse questi a contribuire in modo decisivo a formare la forte personalità spirituale di Teresa. Così diventa la ragazza dalla messa quotidiana, dalla preghiera continua e dalla carità senza limiti, come le ha insegnato mamma. A onor del vero bisogna pure dire che non le manca la possibilità di aiutare gli altri, perché appartiene ad una famiglia dell’alta borghesia, dall’illustre e famosa tradizione marinara, con beni e proprietà terriere, ma chi ha detto che tutti i ricchi sono capaci di far carità? Lei sì, perché si sente semplicemente amministratrice della fortuna di famiglia, nella quale attinge a piene mani per i poveri e già pensa di farsi suora, come risposta al bisogno di spiritualità che da sempre si sente in cuore. L’occasione sembra presentarsi durante un’epidemia di colera, in cui anche Teresa viene contagiata e dalla quale si salva per miracolo. Lei, neppure quattordicenne, si consacra alla Madonna ed emette il voto di verginità, ma quale non è la sua sorpresa nel vedersi contestare la validità del voto proprio dallo zio sacerdote, in quanto non ancora maggiorenne. In famiglia si esclude a priori anche solo l’idea che possa seguire la sua vocazione religiosa: è soprattutto papà a fare pressioni perché si scelga un marito adatto alla sua posizione economica e Teresa si adegua, più per obbedienza che per scelta. Anche perché i pretendenti non mancano, soprattutto un tal Giuseppe Magliozzi, che sembra avere tutti i requisiti, a cominciare dalla posizione sociale e dal patrimonio familiare, per far contento papà. Si sposa con lui a 21 anni  ed inizia una tranquilla vita coniugale, rallegrata da 14 figli e condita di tante disgrazie: prima il dissesto finanziario in cui il suocero trascina tutta la famiglia, poi il parto di una bimba moribonda e, a seguire, il vaiolo per la figlia Maria e il tifo per la figlia Erminia, la morte per spagnola di un figlio e il decesso del marito. Sono altrettanti duri colpi cui Teresa risponde con la forza della fede, accettando tutto e vivendo ogni cosa con amore: ne fa abbondante rifornimento ogni mattina a messa prima, attendendo, seduta in preghiera sui gradini, che si aprano i battenti della chiesa. Poi l’intera giornata non è che un generoso spandere quanto in chiesa ha ricevuto, aggiungendo di suo consigli, medicine e denaro, tempo e aiuto, uova e verdura di cui ha fatto provvista nella tenuta agricola di famiglia. “Nessun  povero bussò mai invano alla sua porta”, dicono le testimonianze, “né temeva di privarsi del necessario, pur di non rimandare a mani vuote chiunque si fosse rivolto a lei”. E quando, durante la guerra o nel periodo del dissesto finanziario della sua famiglia, non ha risorse da cui attingere, aiuta gli altri con pane e medicine che si toglie letteralmente di bocca. La guerra fa scempio delle sue proprietà e uno dei suoi figli la ospita a Roma per metterla al riparo dai bombardamenti.Teresa, impregnata di spiritualità francescana, intesse le sue giornate di preghiera, di mortificazioni, di piccole ma significative penitenze “orizzontali” che gradatamente la distaccano dal mondo e la preparano all’incontro con il Signore. Nell’Anno Santo 1950 va in pellegrinaggio a Roma, quasi presentendo ormai imminente la morte, che arriva infatti pochi mesi dopo, il 24 agosto, al termine di una breve malattia, affrontata con il sorriso sulle labbra e la pace nel cuore. “Anche da un punto di vista umano”, dicono oggi di lei, “è una donna completa: figlia di famiglia, sposa e madre, ha molto da insegnare. Fu donna pienamente cosciente dei suoi diritti e doveri; non si rifiutò all’amore umano, accettò di dare il suo cuore ad un altro essere, ma non lo sottrasse a Dio; non ebbe paura delle tribolazioni e delle prove, perché il suo sacrificio fosse di esempio e facesse trionfare il Vangelo”. È per questo che è stata aperta la Causa di canonizzazione di Teresa Di Janni Magliozzi, la madre e la donna tutta carità e preghiera, che ha saputo fare della sua vita un dono.

Teresa Di Janni Magliozzi
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