Notizie dal Consiglio Regionale del Piemonte

Notizie dal Consiglio Regionale del Piemonte

Consiglio Regionale del Piemonte

Il presidente Nicco ha incontrato il nuovo Questore di Torino Gambino

Il Presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha ricevuto a Palazzo Lascaris in visita ufficiale, il nuovo Questore di Torino Massimo Gambino, in carica nel capoluogo piemontese da gennaio 2026. L’incontro si è svolto in un clima di cordiale collaborazione istituzionale. Il Presidente Nicco ha innanzitutto rinnovato, a nome dell’Assemblea legislativa, la propria vicinanza alle forze dell’ordine, condannando con fermezza le violenze perpetrate ai danni degli agenti di pubblica sicurezza in occasione della manifestazione dello scorso 31 gennaio a Torino. Il Presidente ha inoltre ricordato il costante impegno del Consiglio nel contrasto alla violenza sulle donne e nel garantire sostegno agli orfani delle vittime. Infine, ha ribadito l’ampia disponibilità a collaborare per future iniziative e a sostenere percorsi di collaborazione volti a rafforzare la sicurezza e la coesione sociale. Un invito accolto dal Questore Gambino, che ha sottolineato l’importanza del rapporto con le istituzioni territoriali e ha confermato l’impegno a garantire un dialogo continuo e costruttivo.

Il Consiglio regionale impegna la Giunta a costituirsi parte civile contro Askatasuna

L’aula consiliare nella seduta del 10 febbraio ha approvato quattro ordini del giorno presentati dai gruppi di centrodestra, relativi ai gravi fatti di violenza che si sono verificati a Torino nelle ultime settimane ad opera del centro sociale Askatasuna. Tutti gli atti di indirizzo sono stati votati con i soli voti della maggioranza.   I primi tre presentati rispettivamente da:  Carlo Riva Vercellotti “n.573 Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell'ordine pubblico e delle forze dell'ordine”, Fabrizio Ricca “n.571 Solidarietà alle Forze dell'ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” e da  Sergio Ebarnabo “n.412 Costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in  violenze e danneggiamenti”, impegnano  la Giunta regionale, a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio, nei pressi dell’edificio sgomberato in corso Regina Margherita a Torino dalle forze dell’ordine nel mese di dicembre, occupato abusivamente per 30 anni dal centro sociale Askatasuna. L’ultimo ordine del giorno approvato, primo firmatario Roberto Ravello “n.527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l'Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all'intera comunità universitaria”, impegna la Giunta regionale ad esprimere formalmente alla Rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte. Durante la discussione generale iniziata la scorsa settimana, i molti consiglieri intervenuti hanno tutti condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze di polizia. Tra le fila della maggioranza i gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno sottolineato come la stessa Askatasuna abbia rivendicato il fatto che non ci sia stato alcun infiltrato e che abbia scelto deliberatamente lo scontro, alimentando violenze a cui hanno partecipato soggetti appartenenti a circuiti antagonisti violenti, rispetto ai quali ogni forma di dialogo democratico risulta impraticabile. Pertanto, l’auspicio è che tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza. Le opposizioni nello stigmatizzare le violenze perpetrate alla fine della manifestazione contro le forze di polizia, hanno criticano però un’eccessiva strumentalizzazione mediatica dei gravi fatti avvenuti a margine del corteo. Il Partito Democratico ha invitato ad abbassare i toni e a fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il Governo elargisca maggiori risorse alle forze dell'ordine sia termini di organici che in dotazioni per combattere la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5 Stelle, infine, punta il dito contro il Ministro degli Interni Piantedosi, chiedendone le dimissioni, colpevole di non essere capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza.

Contro il bullismo e il cyberbullismo

In occasione della Giornata regionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che si è celebrata sabato 7 febbraio, il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha svolto martedì 10 febbraio un intervento in Aula per ricordarne le vittime, mentre il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza Giovanni Ravalli ha indirizzato un messaggio ai ragazzi e alle ragazze piemontesi. L'intervento del presidente Nicco “Lo scorso 7 febbraio si è celebrata la Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, un richiamo profondo al senso di responsabilità di ciascuno di noi – genitori, insegnanti, istituzioni – nei confronti dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Il bullismo e il cyberbullismo possono essere vissuti da figli e figlie, compagni di classe, amici che ogni giorno navigano tra dubbi, insicurezze e relazioni complesse. Giovani vite spezzate, sofferenze consumate nel silenzio, persecuzioni quotidiane che iniziano tra i banchi di scuola o dietro lo schermo di un telefono e che spesso trovano terreno fertile nell’indifferenza degli adulti. Anche il Piemonte porta nella propria storia una ferita e la memoria di Carolina Picchio, giovane piemontese, prima vittima di cyberbullismo, che continua a essere un monito e che ha contribuito a costruire strumenti di prevenzione e tutela che oggi costituiscono parte integrante delle nostre leggi e delle nostre politiche sociali. Ma le leggi da sole non bastano. Serve una cultura del rispetto, serve una comunità educante che sappia intervenire con tempestività e compassione. Serve investire risorse significative nei percorsi di educazione alle relazioni, nell’ascolto attivo nelle scuole, nella formazione di docenti e famiglie. Come presidente del Consiglio regionale del Piemonte sento forte il dovere di affermare che tutti noi continueremo a sostenere politiche di prevenzione, percorsi educativi, reti di ascolto nelle scuole e nei territori, lavorando insieme alle famiglie e alle associazioni perché nessun ragazzo si senta senza voce, senza appoggio, senza speranza, cioè invisibile. Questa è la responsabilità che le istituzioni devono assumersi ogni giorno: agire con determinazione e con umanità, perché i nostri figli crescano in comunità più rispettose, nelle quali sappiano volersi bene. E a testimonianza del disagio che ancora oggi esiste tra i nostri giovani voglio esprimere il più profondo cordoglio per la tragica morte di Zoe Trinchero, uccisa a Nizza Monferrato all’età di 17 anni, vittima anche lei di una violenza folle che purtroppo sembra sempre più trovare terreno fertile nelle nuove generazioni. A nome di tutti i consiglieri regionali voglio esprimere vicinanza alla famiglia e a chi le ha voluto bene”. (L’articolo 7 della legge regionale 2/2018, Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, prevede che in occasione di tale Giornata il Consiglio regionale, “ad inizio della prima seduta utile, ricordi, con un momento di raccoglimento, le vittime di bullismo e cyberbullismo”). Il messaggio del Garante Ravalli "Care ragazze e cari ragazzi, il 7 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Le istituzioni e in particolare le scuole, sono invitate a riflettere e a lavorare sulla prevenzione di un fenomeno che i dati Istat continuano a fotografare come allarmante. Oltre 1/5 dei giovani ha subito atti di bullismo e/o cyberbullismo con frequenza mensile; 11-13 anni è la fascia di età dove si manifestano in percentuale maggiore comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti subìti con continuità. L’Istat sottolinea che l’esclusione è una forma di bullismo più diffusa tra le ragazze, mentre sono le offese e gli insulti a essere prevalenti tra i ragazzi. Viviamo in un mondo in cui, purtroppo, l’apparenza sembra dominare. Spesso gli episodi di bullismo tra i giovani riflettono la violenza che alcuni adulti considerano “normale”, perché cresciuti in contesti segnati da aggressività fisica e verbale. Voi giovani, più che ascoltare quello che noi adulti diciamo, siete soliti guardare ciò che facciamo. Questo ci sprona ad essere persone credibili. Il vostro esempio virtuoso giovanile sia la dimostrazione che ci si può relazionare in maniera civile e che il dialogo è sempre vincente. Distinguete sempre l’idea dalla persona: si possono coltivare ottime amicizie pur mantenendo posizioni diverse su molti temi.  La pace non è una meta lontana da noi, non è appannaggio dei grandi della Terra e non si limita al far cessare guerre ingiuste. Deve invece diventare l’orientamento quotidiano di tutto il nostro essere. Se volete essere felici, siate seminatori di pace nelle vostre famiglie, nelle vostre classi, nei luoghi di sport e in tutti gli ambienti che abitate, compresi quelli digitali. Se la pace non è una realtà sperimentata, l’aggressività vince. Se anche voi state attraversando una situazione che vi causa sofferenza, non affrontatela da soli. Parlatene, fate emergere ciò che vi pesa: chiedere aiuto è un gesto di grande forza.  Non abbiate mai paura di andare controcorrente e di avere la libertà di denunciare le violenze che subite o che vedete. Non restate indifferenti di fronte a chi è emarginato e viene spietatamente preso di mira: nessuno guarisce ferendo. Rivolgetevi alla vostra famiglia e agli affetti più cari, senza esitazioni. Nelle vostre scuole ci sono insegnanti pronti ad ascoltarvi, incaricati di coordinare le azioni di prevenzione e contrasto al bullismo. Anche il Garante è al vostro fianco: potete scrivere a garante.infanzia@cr.piemonte.it oppure utilizzare l’app Digi CORE, che offre anche la possibilità di restare anonimi, se lo ritenete necessario. Vi saluto con una domanda semplice e rivoluzionaria posta da Ernesto Olivero, che desidero rivolgere oggi a voi: “Pace, cosa posso fare per te?”. La risposta di ciascuno di noi può fare la differenza per costruire un pezzettino di quel mondo migliore che tutti desideriamo. Buon cammino!"  

A Palazzo Lascaris una mostra sul Giorno del Ricordo

Rimarrà aperta fino al 27 febbraio a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 e via Arsenale 14 a Torino) la mostra “La Giornata del ricordo: il destino dei popoli. La tragedia delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati”. Orari: dalle 9 alle 17 nei giorni feriali (sabato e festivi chiuso). Ingresso gratuito. La mostra presenta diversi manifesti originali, pannelli descrittivi con fotografie d’archivio che illustrano gli eventi storici avvenuti alla fine della seconda guerra mondiale nei territori di Trieste, in Istria e Dalmazia. Completano la mostra uniformi militari dell’epoca, piatti ornamentali, mappe geografiche scolastiche degli anni ’30 del ‘900 e diversi libri sull’argomento. “Il 10 febbraio ricordiamo una tragedia che ha colpito migliaia di italiani dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia, travolti dalla violenza e poi costretti all’esilio, lontano dalle loro case, dalla loro vita, dalle loro radici – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco - Tra il 1943 e il dopoguerra, tanti civili innocenti furono perseguitati e uccisi dai partigiani titini solo per la loro identità. Come istituzioni abbiamo un dovere: non dimenticare e non far dimenticare”. “L’istituzione del Giorno del Ricordo - ha sottolineato il vicepresidente Domenico Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione - ha avuto il merito di riconnettere la memoria collettiva a quelle sofferenze, dopo anni di rimozione. In Italia, a Trieste, la Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza, simboli della catastrofe prodotta dai totalitarismi, sono tra i luoghi visitati ogni anno dalle scuole con i viaggi studio organizzati dal Comitato Resistenza e Costituzione”. All’inaugurazione della mostra hanno partecipato – con il curatore Federico Cavallero – il consigliere regionale Silvio Magliano (Lista Cirio), l’assessore Maurizio Marrone (FdI), il consigliere Roberto Ravello (FdI) e la consigliera Vittoria Nallo (Sue).  “Questa mostra – ha detto il consigliere Magliano in apertura - ha lo scopo di far conoscere meglio a tutti una vicenda dolorosa che fa parte della nostra storia recente, per comprendere che cosa è realmente accaduto sul confine orientale subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel Giorno del Ricordo, come istituzione, abbiamo il compito di promuovere la conoscenza anche di questa pagina della storia italiana”. Cavallero ha illustrato il contenuto dell’esposizione: “Come ricercatori storici noi indaghiamo la storia con i numerosi documenti che abbiamo potuto recuperare attraverso le testimonianze dei tanti profughi che sono arrivati in Piemonte. Abbiamo manifesti originali, fotografie, documenti, libri che possono costituire un interessante percorso per gli studenti delle scuole e non soltanto per loro”. L’assessore Marrone ha concluso la presentazione sottolineando che il Giorno del Ricordo è stato istituito 20 anni fa: “Pian piano anche questa parte della storia è entrata a far parte della coscienza collettiva condivisa, dopo anni di rimozione. La mostra che inauguriamo oggi all’interno di una sede istituzionale come la nostra fa parte di una importante opera di divulgazione che ha squarciato un muro di silenzio”.

Sette giorni dal 9 febbraio

Il presidente Davide Nicco ha convocato il Consiglio regionale martedì 10 febbraio, dalle 15.30 alle 20: all’ordine del giorno il proseguimento dell’esame degli atti d’indirizzo sul corteo per Askatasuna e proposte di legge 59 “Istituzione del contrassegno unico per le Ztl per gli agenti di commercio”, 38 “Istituzione della giornata regionale della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”, 72 “Approvazione del Pieno regionale di bonifica delle aree inquinate. Dalle 14 si svolgeranno il sindacato ispettivo e il Question time. Questo il programma settimanale.Lunedì 9 10.15 legalità, presidente Domenico Rossi, audizione di “Libera Piemonte” sul dossier “Azzardomafie”. Si prosegue, alle 11.15, per un incontro di approfondimento con Legacoop e Confcooperative Piemonte sullo sfruttamento lavorativo. Si chiude in ordinaria, alle 12, sulle modalità d’esame della relazione del gruppo di lavoro.14.30 quarta, presidente Luigi Icardi, determinazioni sul gruppo di lavoro sulla rete oncologica del Piemonte. Si prosegue con tre audizioni sulle ricadute organizzative derivanti dall’ingresso di Amos Piemonte in Azienda zero: alle 14.45, con la stessa Amos Piemonte, alle 15.30, con CGIL, CISL e UIL e, alle 16.15, con la direzione generale dell’Azienda.Martedì 10 14 Interrogazioni e Question timeDalle 15.30 alle 20 Consiglio regionale. Mercoledì 11 10 seconda, presidente Mauro Fava, audizione del Comune di Torino e di Ance Piemonte sul Ddl 94 in materia di urbanistica e di accelerazione dello sviluppo economico.11 sesta, presidente Paola Antonetto, conclusione esame della Pdl 97 sull’orientamento sportivo.12 Conferenza dei capigruppo.15 terza, presidente Claudio Sacchetto, audizione dell’Unione industriali Torino sull’Italdesign.Giovedì 12 11 quinta, presidente Sergio Bartoli.14.30 prima, presidente Roberto Ravello, esame della Pdcr in merito al risultato di amministrazione.

La Consulta regionale femminile contro le mutilazioni genitali delle donne

“Le mutilazioni genitali femminili sono una grave violazione dei diritti umani, una forma di violenza che colpisce il corpo e la dignità di milioni di donne e bambine. È dovere delle istituzioni contrastarle con fermezza, attraverso prevenzione, informazione e tutela delle vittime”, ha dichiarato la consigliera segretaria Valentina Cera, delegata alla Consulta femminile regionale, in occasione del 6 febbraio, in cui ricorre la Giornata internazionale della tolleranza zero per le mutilazioni genitali femminili (Mgf), istituita nel 2012 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “La Consulta riconosce l’importanza di rafforzare le reti territoriali, favorire la formazione degli operatori e promuovere azioni culturali di lungo periodo per contrastarne le radici profonde.  È essenziale continuare a lavorare per aumentare la consapevolezza, rafforzare la legislazione e promuovere l’abbandono di questa pratica attraverso l’educazione e il supporto alle comunità coinvolte”, afferma Fulvia Pedani, presidente della Consulta femminile regionale. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), globalmente vi sono oltre 230 milioni di donne e ragazze ad aver subito mutilazioni genitali femminili e ogni anno sono circa 3,9 milioni le bambine al di sotto dei 15 anni che purtroppo si aggiungono a questi numeri. Vi sono vari tipi di mutilazioni genitali femminili, con diverso grado di criticità e mutilazione, tra cui l’infibulazione è la più mutilante.  Sono una pratica ancestrale crudele e degradante, ampiamente diffusa ancora oggi e molto difficile da sradicare. Secondo una ricerca congiunta dell’Università Bicocca di Milano e dell’Università di Bologna, nel 2025 sono circa 88.500 le donne che vivono in Italia sottoposte a Mgf, la grande maggioranza delle quali nate all’estero (98%) e, tra queste, migliaia di giovani sotto i 15 anni. L’Italia è infatti uno dei Paesi che ospita il maggior numero di donne sottoposte a mutilazioni genitali femminili, in conseguenza di un consistente flusso migratorio di donne provenienti da Paesi dove questa pratica è molto diffusa come l’Egitto, la Nigeria, l’Etiopia e il Senegal. Secondo una ricerca dell'Istituto europeo per l’uguaglianza di genere sulle mutilazioni genitali femminili nell’Unione europea, in Italia dal 15% al 24% delle ragazze sarebbero a rischio di questa pratica su una popolazione totale di 76.040 bambine e ragazze minorenni provenienti da Paesi in cui avviene la Mgf. “Serve un impegno politico e culturale continuo, capace di coinvolgere le comunità e rafforzare i servizi sul territorio. Difendere l’autodeterminazione delle donne significa costruire una società più giusta, libera e consapevole”, aggiunge Cera. La legge italiana condanna penalmente tali pratiche, tuttavia urge potenziare un approccio integrato e multidimensionale che non si limiti alla denuncia del fenomeno. “Questa Giornata non deve essere colta come un ricordo simbolico, ma come un’opportunità concreta per rafforzare l’impegno regionale per l’eliminazione delle Mgf”, conclude Pedani. “È necessario promuovere sensibilizzazione e informazione diffusa, sostegno sanitario, psicologico e sociale per chi ha subìto mutilazioni e favorire una coalizione con associazioni, servizi sanitari e comunità per prevenire nuove violenze”.  

Iniziative per il Giorno del Ricordo

In occasione del Giorno del Ricordo, che si celebra il 10 febbraio, il Consiglio regionale, insieme al Polo del '900 e altri partner, ha organizzato diversi appuntamenti per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Per Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale, “Il 10 febbraio ricorda la tragedia che ha colpito migliaia di italiani dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia, travolti dalla violenza e poi costretti all’esilio, lontano dalle loro case, dalla loro vita, dalle loro radici. Tra il 1943 e il dopoguerra, tanti civili innocenti furono perseguitati e uccisi dai partigiani titini solo per la loro identità. Le foibe, profonde cavità nella roccia del Carso, divennero luoghi di morte. A quella violenza si aggiunse il dolore dell’esodo: intere famiglie costrette a lasciare tutto, con una valigia in mano e una vita da ricostruire altrove. Ricordare oggi non è riaprire ferite per odio o vendetta ma per restituire dignità a chi non ha avuto giustizia, è riconoscere il dolore di chi ha perso tutto, è dire con forza che nessuna ideologia può giustificare la cancellazione dell’altro. Come istituzioni abbiamo un dovere: non dimenticare”. “L’istituzione del Giorno del Ricordo - ha sottolineato il vicepresidente Domenico Ravetti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione - ha avuto il merito di riconnettere la memoria collettiva a quel periodo e a quelle sofferenze, dopo anni di rimozione. Questo anniversario rappresenta un’occasione per approfondire questa ‘sciagura nazionale’, una pagina drammatica della storia italiana ed europea: occorre collocare le vicende accadute tra il 1943 ed il 1947 lungo il nostro confine orientale in una dimensione storica completa, all’interno di quella immensa tragedia che fu la Seconda guerra mondiale, evitando strumentalizzazioni, semplificazioni e polemiche. Un’occasione per riflettere sulle responsabilità della politica brutalmente antislava perseguita dal regime fascista, sulla repressione comunista contro le popolazioni italiane, sulle tossine prodotte dai nazionalismi esasperati”. Le iniziative in programma Mostra La giornata del ricordo: il destino dei popoli. La tragedia delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati in collaborazione con Centro studi e ricerche storiche Piemontestoria Galleria Spagnuolo di Palazzo Lascaris - 9-27 febbraio 2026L’esposizione ricostruisce la storia del popolo istriano, giuliano e dalmata nel corso dei secoli, con particolare attenzione agli eccidi delle foibe e al successivo esodo. Mostra Da esuli a cittadini. La comunità giuliano-dalmata di Torino. Immagini quotidiane 1947-1980 in collaborazione con Associazione Vides Main Archivio di Stato di Torino. Sezioni riunite. Via Piave, 21 - 11 febbraio-23 marzo 2026  La mostra illustra, attraverso testimonianze fotografiche e video, la vicenda degli esuli dell’Italia orientale giunti a Torino dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Venerdì 6 Febbraio 2026 ore 17.30  Circolo istriani, fiumani e dalmati - Via Parenzo 95/60, TorinoSeminario sul libro “Fiume al Lavoro” di Massimo Superina Relatori: Franco Papetti (Presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo) e Rosanna Turcinovich (Direttrice della Voce di Fiume). Martedì 10 Febbraio 2026 Ore 10.30 Duomo di Torino, Piazza San GiovanniSanta Messa in suffragio e cantata dal coro C.A.R.P. di Torino. Martedì 10 Febbraio 2026 Ore 11.30 Cimitero Monumentale di TorinoCerimonia commemorativa presso il Monumento dedicato alle Vittime delle Foibe e dell’Esodo degli Istriani Fiumani e Dalmati alla presenza delle autorità. Domenica 15 Febbraio 2026 Ore 17.30 Circolo istriani, fiumani e dalmati - Via Parenzo 95/60, TorinoSeminario sul libro “Il Cinema di frontiera” di Alessandro Cuk con la partecipazione di Egea Haffner alla quale è dedicato un capitolo del libro. Relatori: Alessandro Cuk ed Egea Hafner. Lunedì 16 Febbraio 2026 Ore 17.00 Sala Teche Rai Via Verdi - TorinoProiezione del Film “La ragazza con la valigia” con il critico cinematografico Alessandro Cuk, la protagonista Egea Haffner e l‘attrice che interpreta Egea Haffner. Domenica 1 marzo 2026 Ore 16.00 Conservatorio "Giuseppe Verdi" - Piazza Bodoni, TorinoConcerto per il Giorno del Ricordo 2026 con Chiara Bertoglio insieme al Random String Quartet e l’Orchestra Mandolinistica Città di Torino diretta dal Maestro Pier Carlo Aimone. Sabato 7 Marzo 2026 Ore 17.30 Circolo istriani, fiumani e dalmati - Via Parenzo 95/60, TorinoSeminario sul libro di Giuseppina Mellace “Le donne e l’esodo giuliano dalmata. Memorie di una storia dimenticata”. Relatori: Giuseppina Mellace, più relatore ancora da definire. Sabato 14 Marzo 2026 Ore 15.00 Villa Giulia Corso Zanitello, 8 – Lungo Lago di Pallanza – VerbaniaConvegno su “Zara e controesodo dei Monfalconesi” con Ufficio del Turismo del Comune di Verbania, Verbania Documenti, Casa della Resistenza Fondotoce/Verbania, ANVGD Torino.

Animali e comunità: una risorsa che cura

Il legame tra animali, salute e inclusione sociale entra nel cuore del dibattito pubblico con il Forum “Il valore sociale degli animali dalla terapia all’assistenza”, in programma venerdì 6 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris. Un appuntamento che intende andare oltre la semplice testimonianza, per interrogarsi in modo strutturato sul ruolo che gli animali possono svolgere nel welfare contemporaneo, nelle pratiche terapeutiche, educative e assistenziali. Promosso dal Garante regionale dei Diritti degli animali del Piemonte, l’evento nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo istituzioni, mondo sanitario, università e terzo settore, valorizzando esperienze già attive e aprendo nuove prospettive di collaborazione. Ad aprire e coordinare i lavori sarà Paolo Guiso, Garante regionale, che guiderà il confronto tra i diversi ambiti coinvolti. “Il Forum - sottolinea - vuole essere uno spazio concreto di proposta, capace di stimolare innovazione e sinergie nel campo degli animali sociali”. Il programma attraversa discipline e competenze differenti: dalla cinofilia di assistenza alla pediatria, dalla riabilitazione alla psicoterapia, fino alle riflessioni sull’etica pubblica e sulle scienze criminologiche. A portare contributi ed esperienze saranno Susanna Coletto (istruttrice cinofila), Paolo Manzoni, (professore di Pediatria e Neonatologia), Marco Calegari, (specialista in Medicina fisica e Riabilitazione), Katia Olocco (psicologa e psicoterapeuta), Franco Manti (docente di Etica pubblica e Filosofia morale) e Marzia Bauco (specialista in Scienze criminologiche), chiamati a raccontare casi concreti e pratiche già sperimentate sul campo. Accanto alle potenzialità, il Forum non elude le questioni più delicate: la formazione degli operatori, la tutela del benessere animale, i confini etici degli interventi e il rischio di una strumentalizzazione impropria degli animali. Una tavola rotonda conclusiva offrirà uno spazio di confronto diretto tra operatori e promotori dei progetti, favorendo uno scambio aperto e critico. Le conclusioni saranno affidate a Fulvio Cerutti, direttore de “La Zampa”. In chiusura, le principali realtà di supporto al terzo settore presenteranno le proprie iniziative, mettendo in luce come una collaborazione consapevole tra tutti gli attori coinvolti possa tradursi in un miglioramento concreto della qualità della vita delle persone più fragili e in un uso più responsabile e rispettoso degli animali come risorsa sociale.    

Approvato il bilancio 2026-2028

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato a maggioranza i principali atti di programmazione economico-finanziaria: il Bilancio di previsione 2026-2028, il Documento di economia e finanza regionale (Defr) e la successiva nota di aggiornamento. Un passaggio segnato da un confronto aspro tra maggioranza e opposizioni. Il Bilancio 2026-2028 è stato approvato con 25 voti favorevoli e 15 contrari. Il presidente della Regione Alberto Cirio ne ha difeso l’impianto definendolo “di buon senso, equilibrio e serietà”, ricordando come dal 2019 la Corte dei Conti abbia sempre parificato i conti regionali senza rilievi. Ha sottolineato lo sforzo di mettere in sicurezza i debiti ereditati senza tagliare servizi e investimenti, con priorità a sanità ed edilizia scolastica. La maggioranza ha votato compatta. Silvio Magliano (Cirio Presidente) ha evidenziato il valore istituzionale dell’approvazione entro il 31 gennaio; Annalisa Beccaria (Fi) ha richiamato il parere favorevole dei revisori; la Lega, con Fabrizio Ricca, ha difeso una manovra orientata al risanamento dei conti in un contesto internazionale complesso; Fdi, con Roberto Ravello, ha accusato le opposizioni di polemiche strumentali e di mancanza di contributi di merito. Di segno opposto le valutazioni delle minoranze. Il Pd, con Gianna Pentenero, insieme ad altri consiglieri dem, ha criticato un bilancio giudicato fragile, incapace di finanziare pienamente gli impegni assunti e privo di chiare priorità, pur rivendicando l’approvazione di un ordine del giorno sulla salute mentale. Avs, con Alice Ravinale, ha denunciato l’aumento della pressione fiscale regionale e l’assenza di risposte sul fronte sanitario. Vittoria Nallo (Sue) ha parlato di una manovra minimale e poco trasparente, inadeguata ad affrontare la crisi dell’automotive e la fuga dei giovani. Il M5s, con Alberto Unia, ha attaccato la Giunta, richiamando le difficoltà concrete dei cittadini, a partire dalle liste d’attesa in sanità. L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha difeso il lavoro tecnico e politico svolto, ricordando che la manovra da 26 milioni si inserisce in un quadro di risorse limitate e che eventuali correzioni potranno arrivare con le variazioni di bilancio. Approvati a maggioranza anche il Defr e la nota di aggiornamento, basati sulle analisi di Ires Piemonte: crescita del Pil regionale stimata allo 0,6-0,7%, sostenuta da investimenti pubblici e Pnrr, recupero dell’occupazione rispetto al periodo pre-pandemico, criticità persistenti nell’automotive e rischi legati a demografia e spopolamento.

Sette giorni dal 2 febbraio

Martedì 3 febbraio il presidente Davide Nicco ha convocato il Consiglio regionale, dalle 15 alle 18, con interrogazioni e question time alle 14. All’ordine del giorno il preavviso del Ddl sul contributo straordinario a favore degli Enti locali interessati alla definizione del contenzioso con il Consorzio Asa, oltra ad alcune proposte di legge: 59 “Istituzione del contrassegno unico per le Ztl per gli agenti di commercio”; 38 “Istituzione della giornata regionale della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”; 72 “Approvazione del Pieno regionale di bonifica delle aree inquinate. Proseguono le riunioni delle Commissioni.lunedì 2 14.30 quarta, presidente Luigi Icardi, prime determinazioni sulle Pdl 101 (assistenza diabetologica), 104 (riordino sistema Ipab) e parere consultivo sulla Pdl 97 (orientamento sportivo).Martedì 3 10 prima, presidente Roberto Ravello, in congiunta con la quinta, presidente Sergio Bartoli, esame Ddl sul contributo al Consorzio Asa.12 Commissione consultiva per le nomine.14 Interrogazioni e question time.Dalle 15 alle 18 Consiglio regionale.Mercoledì 4 9.30 seconda, presidente Mauro Fava, sopralluogo alla centrale della mobilità 5T.11 sesta, presidente Paola Antonetto, esame Pdl 97 (orientamento sportivo).12.30 Conferenza dei capigruppo.15 terza, presidente Claudio Sacchetto, audizione dell’associazione italiana dei mulini storici. Si prosegue in ordinaria, alle 16, per le prime determinazioni sulla Pdl 102 (istituzione della giornata regionale del lavoratore autonomo).Giovedì 5 10 prima, parere finanziario sulla Pdl 97.

Guardare all’Olocausto, per non dimenticare

Cento intensi scatti per immergersi dentro il dramma dell’Olocausto e conoscere da vicino la vita e la morte all’interno del più grande campo di sterminio della storia. Seeing Auschwitz – Uno sguardo su Auschwitz è la mostra sostenuta anche dal Consiglio regionale - in occasione del Giorno della Memoria - esposta per la prima volta in Italia all’Archivio di Stato di Torino (in piazzetta Mollino) fino al 31 marzo e presentata a Palazzo Lascaris con un’anteprima.  La mostra fotografica offre un’istantanea cruda e realistica di quanto accadeva nel campo di Auschwitz-Birkenau, attraverso un triplice punto di vista: quello dei carnefici delle SS naziste, quello dei prigionieri e degli alleati. L’esposizione, commissionata nel 2020 da Onu e Unesco e realizzata dall’ente culturale spagnolo Musealia in collaborazione con il Museo statale di Auschwitz-Birkenau, è stata già allestita a Madrid, Londra, Parigi, negli Usa e arriva ora nel capoluogo piemontese grazie alla Comunità Ebraica di Torino, alla Fondazione di studi storici Gaetano Salvemini, all’Ambasciata di Polonia in Italia e all’ospitalità dell’Archivio di Stato.  “Cosa possiamo dire oggi alle generazioni più giovani, a 81 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, mentre i testimoni diretti dello sterminio stanno tutti scomparendo? Questa domanda è alla base della mostra ‘Seeing Auschwitz’ che, come Consiglio regionale del Piemonte, siamo orgogliosi di sostenere. Un sostegno ancora più importante a fronte del preoccupante moltiplicarsi di episodi di intolleranza e di odio nei confronti del popolo ebraico”, dichiarano Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte e Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione. “In questi tempi complessi in cui il mondo nato dalle ceneri della Seconda guerra mondiale sta radicalmente mutando, non possiamo accontentarci di formali momenti commemorativi ma dobbiamo sforzarci di accompagnare la rigorosa ricerca storica con la capacità di interessare e coinvolgere i più giovani, sottraendoli alle insidiose sirene dell’oblio e ricordando loro che pace, libertà e diritti devono essere sempre difesi, perché mai garantiti una volta per sempre”. L’allestimento negli spazi juvarriani dell’Archivio di Stato raggruppa le nove sezioni della mostra in quattro sale dove domina il buio da cui emergono le gigantografie delle immagini. Victoria Musiolek, curatrice dell’edizione italiana spiega: “L'allestimento è stato pensato in modo da non distrarre il visitatore, permettendogli di concentrare l'attenzione sul principale oggetto - la fonte iconografica. Le immagini, se guardate attentamente, possono essere molto potenti. La loro visione apre un contenitore carico di storia, dove in pochi centimetri di carta fotografica, si condensano informazioni su fatti e persone. L'obiettivo della mostra è proprio quello: ‘vedere’ (come suggerisce lo stesso titolo) e riflettere su Auschwitz”. 

In Commissione prosegue la discussione sul Piano sociosanitario

È proseguita in quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi, la discussione sul nuovo Piano sociosanitario regionale 2025-2030. L’assessore alle Politiche sociali e dell’integrazione sociosanitaria Maurizio Marrone, illustrando la parte del Piano di propria competenza, ha evidenziato che esso recepisce molta parte di quanto emerso dalle audizioni dei soggetti interessati e che rappresenta un “traguardo soddisfacente” poiché “nasce da una fotografia molto aderente alla situazione attuale del Piemonte senza edulcorare le criticità che vanno affrontate”. Tra gli obiettivi generali ha indicato “la necessità di bilanciare il peso degli enti gestori nel rispetto delle autonomie locali ed evitando un’eccessiva frammentazione dei servizi sul territorio cercando anche di incentivarne la fusione e il coordinamento per mettere sempre più al centro la persona e le sue necessità di assistenza”. L’assessore ha poi elencato i vari ambiti toccati dal Piano, dalle Commissioni di vigilanza agli interventi per anziani non autosufficienti, dai caregiver alle misure per l’invecchiamento attivo, dall’istituzione – che dovrà essere approvata per legge – della figura del direttore sociosanitario al Servizio civile regionale senza trascurare il Fondo Vita nascente, i voucher Vesta e Scelta sociale, la residenzialità per i minori, i Centri servizi per le famiglie, il welfare abitativo e la lotta alla povertà. Il dibattito è stato aperto da Monica Canalis – intervenuta per il Pd con Nadia Conticelli, Domenico Ravetti e Gianna Pentenero – che ha dichiarato di apprezzare “la trasparenza anche sui dati su cui magari non abbiamo una visione concorde”, ha osservato che “se il Piemonte è sempre più anziano, povero e disgregato, non si può pensare di assicurare i medesimi servizi senza aumentare i finanziamenti, che dovrebbero anche tenere conto dell’inflazione” e proposto di “prevedere qualche spazio per sperimentazioni, come le Rsa di valle”. Sarah Disabato (M5s) ha osservato che “su bonus, accompagnamenti e sostegni pensiamo che essi debbano prevedere requisiti chiari, determinati ed erogabili direttamente dall’ente pubblico”. Per Alice Ravinale – intervenuta per Avs con Giulia Marro e Valentina Cera – il Piano “avrebbe dovuto individuare obiettivi, indicatori e risorse. E voucher come Scelta sociale rappresentano un grosso aiuto per tante famiglie ma si tratta di misure ponte che potrebbero essere rese strutturali in modo coerente con i bisogni”. Rispondendo alle numerose richieste di spiegazione, l’assessore Marrone si è dichiarato soddisfatto per il tono del dibattito, “che ha portato contributi utili al confronto” e ha offerto la propria disponibilità “ad accogliere emendamenti di merito condivisibili e finanziabili”.