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Museo Sacco, presto una realtà

In primavera o estate - Ricorderà il geologo fossanese e racconterà il paesaggio tra Italia e Francia

Il profilo di Federico Sacco e il territorio

È abitualmente citato come il museo Sacco. Più precisamente sarà “un museo sui temi della geologia e del paesaggio”, all’interno del quale il lavoro del grande studioso fossanese avrà, comunque, un’importanza decisiva. L’allestimento, di cui si parla ormai da tempo, dovrebbe essere inaugurato nella tarda primavera o all’inizio dell’estate. Lo ospiteranno gli spazi della vecchia tesoreria della Fondazione Cassa di risparmio di Fossano, in via Roma: l’ente ha infatti messo a disposizione i locali, insieme con una parte del budget per il loro recupero “a fini espositivi”. 

Il museo è stato finanziato con fondi dell’Unione europea, attraverso il progetto “Interreg-Alcotra n. 1656 «L’@vventura geologica», che riguarda un’ampia area di confine tra Italia e Francia e punta alla valorizzazione del suo patrimonio geologico e paesaggistico; i partner italiani del progetto sono l’Unione dei Comuni del Fossanese e la Casa di studio Fondazione Federico Sacco, oltre - al di fuori del Fossanese - il Comune di Cherasco e il Comune di Frabosa Soprana. Spiegano dall’Unione del Fossanese: “L’esposizione sarà incentrata prevalentemente su Federico Sacco, famoso geologo e paleontologo fossanese al quale è stato recentemente dedicato uno dei due Istituti comprensivi della città, e su Edouard Alfred Martel, speleologo geografo e cartografo francese: attraverso i loro racconti si andrà alla scoperta del patrimonio geologico e paesaggistico transfrontaliero”. È prevista inoltre“la creazione di un software di catalogazione multimediale nel quale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, saranno caricati i principali reperti fossili e mineralogici del territorio del basso Piemonte”; ancora, c’è in cantiere “un cofanetto didattico sui temi della geologia e del paesaggio, i cui principali fruitori saranno gli istituti scolastici del territorio e che rimarrà a disposizione delle scuole in un’apposita sala dedicata alla didattica all’interno del museo e potrà essere trasferito negli stessi istituti su richiesta”. L’Università degli studi di Torino e la Casa di studio Fondazione Sacco metteranno a disposizione alcuni “pezzi” delle proprie collezioni fossili e mineralogiche per l’esposizione; è prevista, in parallelo, la riproduzione tridimensionale di fossili e minerali all’interno del cofanetto didattico e la loro riproduzione olografica in alcuni punti del museo. L’ambizione, insomma, è quella di creare una realtà all’avanguardia, che sappia coinvolgere bambini e ragazzi.

Il museo entrerà a far parte di una rete più ampia a cui fanno capo simili allestimenti collocati sulla torre del castello di Fossano e nell’ex cappella di Sant’Antonio a Sant’Albano Stura, oltre all’area archeologica di Bene Vagienna.
Gli interventi dedicati a queste realtà, compiuti dall’Unione del Fossanese e dal Comune di Fossano, “sono stati finanziati con fondi europei e cofinanziati da Fondazioni bancarie, in modo particolare attraverso il progetto Interreg-Alcotra n. 1681 «Trasmettere ricerca archeologica nelle Alpi del Sud» e il progetto «Raccontare un territorio: Paesaggio, archeologia e geologia come motore di sviluppo territoriale» sostenuto da Compagnia di San Paolo, Cassa di risparmio di Torino, Cassa di risparmio di Fossano e associazione «Terre dei Savoia».