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Spider-Man: far from home

Spider-Man

Di Jon Watts; con Tom Holland, Samuel L. Jackson, Zendaya, Cobie Smulders, Jon Favreau, Marisa Tomei, Jake Gyllenhaal.

L’Mcu, il Marvel Cinematic Universe, è un mondo dalle dimensioni oramai smisurate che con questo “Spider Man: far from home” è giunto al 23° lungometraggio, in un processo di continua espansione (narrativa) che pare non avere limiti.
Ritornato nel suo quartiere del Queens dopo i turbinosi eventi di “Avengers: Infinity War”, Il giovane Uomo ragno torna alla sua high school e parte con i compagni per una gita scolastica in Europa che lo porterà a visitare Venezia, Londra, Berlino e Praga. Potrebbe sembrare un programma di tutto riposo poiché, nei fatti, Peter Parker non ha nessun desiderio di indossare le vesti del super eroe (intanto però la zia May/Marisa Tomei gli infila di nascosto nella valigia il costume rosso) e il suo unico interesse pare essere quello di far innamorare di sé la bella MJ /Zendaya, compagna di classe per la quale Peter stravede e a cui sogna di poter donare una collana in cima alla torre Eiffel dichiarandole il suo amore. Ma, naturalmente, nella vita del giovane super eroe mascherato gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e Peter, ingaggiato da Nick Fury/Samuel L. Jackson, dovrà combattere insieme a Mysterio/ Jake Gyllenhaal contro gli Elementali, terribili e misteriose creature fuoriuscite dal ventre della Terra che stanno creando scompiglio in tutto il continente. E così, non senza un certo rammarico per i suoi sogni adolescenziali infranti, Peter/Uomo ragno dovrà mettersi a disposizione per salvare il mondo.
Roboante, avvincente e spettacolare come i prodotti dell’Mcu sanno essere, questo “Spider: far from home” sembra tuttavia caratterizzato da una sottile malinconia del protagonista che deve abbandonare i propri desideri per affrontare compiti e responsabilità da super eroe (il mondo adulto), con il rimpianto di non poter vivere compiutamente la propria adolescenza.