La protesta contro la Dad: “Ci sta a cuore la scuola in presenza!”

Da alcuni giorni alcune studentesse dell’Ancina hanno allestito un’aula improvvisata all’aperto, di fronte all’ingresso della scuola

Liceo Ancina: la Protesta delle Studentesse entro la dad

Singolare forma di dissenso quella scelta da un gruppo di studentesse del Liceo scientifico “Ancina” di Fossano. Per protestare contro la didattica a distanza (dad) - introdotta alle scuole Superiori come misura per contrastare la diffusione del Coronavirus -, da alcuni giorni hanno allestito un’aula improvvisata all’aperto, di fronte all’ingresso della scuola. Un tavolino da pic-nic, qualche sedia, computer portatili e smartphone: così riescono a seguire le lezioni online e a svolgere i compiti all’aperto, grazie anche a giornate soleggiate e miti.
“Con la didattica a distanza – dice s.m. -, ci è stato tolto il diritto di stare in classe. Ma la dad non è la stessa cosa che trascorrere sei ore per sei giorni la settimana con i nostri compagni; la scuola è importante, rappresenta la metà della nostra vita!”.
“L’aumento dei contagi non è dovuto alle attività all’interno della scuola - – aggiunge g.b. -, ma ai mezzi pubblici. È possibile dunque tornare a scuola, ma occorre sistemare tutto ciò che ruota intorno all’istituzione scolastica”. “Se tutti avessero lavorato a suo tempo, ora non ci troveremmo in dad” aggiunge g.g. che frequenta il quinto anno.
Ciò che manca loro (e ai docenti...) è soprattutto lo stare insieme, la vicinanza, la condivisione di tempi e spazi. Quella dimensione comunitaria che la didattica online può solo integrare, ma non sostituire. “Mi mancano i compagni di classe! La scuola – afferma a.g. - non è solo un mezzo per ottenere un’istruzione o acquisire nuove informazioni, ma un luogo dove dialogare con gli altri, condividere preoccupazioni, problemi...”. “L’educazione è solo in presenza, a contatto con i propri compagni” è il pensiero di m.f., che aggiunge: “Solo così è possibile costruire quel senso di comunità che non si ha stando isolati a casa propria”.
Insomma, “la scuola in presenza è un nostro diritto, ci sta a cuore, non riusciamo a capire perché dobbiamo rimanere a casa!” sintetizza efficacemente v.m, anche lei studentessa all’ultimo anno.