Papa Francesco benedice “L’Anello perduto”

L’incontro del Santo Padre con 85 partecipanti al progetto diocesano fossanese

“Possiamo fare questo se a te sembra: in un’udienza generale, io vi farò mettere tutti insieme avanti a me, e poi quando ho finito di parlare, dopo i Vescovi saluto voi, prendo una foto con voi e poi continuo a salutare gli altri. Può andare così?”. Queste parole di Papa Francesco dette al telefono lo scorso 30 gennaio al diacono Paolo Tassinari, e apparse da subito “in-credibili”, hanno trovato una precisa conferma mercoledì 6 aprile scorso a Roma: un posto riservato al di là delle prime file, il saluto del Papa per tutti e tante fotografie. Una folta rappresentanza di appartenenti al progetto diocesano “L’anello perduto” con alcuni formatori, accompagnati dal Vescovo mons. Piero Delbosco, hanno così realizzato un sogno: incontrare il Santo Padre, “segno tangibile dell'amore paterno e della misericordia di Dio per i suoi figli feriti”, come scritto nella lettera inviatagli a gennaio.

Questa è stata anche l’occasione per offrire a Francesco un anello, una sola fede nuziale, ed affidare alle “buone mani del Papa” e alla cura della Chiesa ciò che resta dopo una separazione o un divorzio e che adesso aspetta di essere vissuto con fiducia, speranza e tenacia. E il Santo Padre non ha esitato a benedire quell’anello, a dire cioè “tutto il bene possibile” di quella storia spezzata che la comunità cristiana è chiamata ad accompagnare in ogni suo sviluppo possibile (sia che rimanga da sola, sia che inizi un nuovo amore).

Due episodi simpatici che esprimono alla perfezione il clima respirato in questo incontro meritano menzione: il diacono che invita il Papa a cambiare di posto davanti al gruppo per la foto, e vedendolo poi voltato a destra gli chiede: “Santità, guardi avanti!”, e Carla che gli dice: "La bagna caoda con le acciughe... La aspettiamo a Cuneo a mangiarla! Cerea!", con Francesco che ride, alza la mano destra rispondendo: "Cerea!" prima di allontanarsi!

La celebrazione dell’eucarestia in san Pietro, presieduta dal Vescovo Delbosco, e concelebrata da don Piero Ricciardi e don Gianluca Zurra assieme al diacono, è stata vero rendimento di grazie per i tanti doni inaspettati e ricevuti in una giornata straordinaria che, ne siamo certi, porterà frutti nella vita di ciascuno.

Ora però è tempo di tornare al nostro quotidiano: il progetto diocesano “L’anello perduto” assieme a tutta la comunità cristiana, muoverà i prossimi passi alla luce dell’esortazione “Amoris laetitia” appena pubblicata e che già ad una prima lettura mostra segni sorprendenti, quasi una “rivincita del Vangelo” sui nostri sguardi miopi e frettolosi. Un documento che, come ingenuamente già titolano i giornali, non da’ la Comunione ma mette in comunione, e a partire dal quale saremo chiamati a muovere il nostro cammino. 

https://www.youtube.com/watch?v=dHzLsgHmRE8