Più fumetto che arrosto
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ANTONINO CANNAVACCIUOLO

(Vico Equense, NA - 1975)

2 stelle Michelin

Parole chiave: danilo paparelli (9)
ANTONINO CANNAVACCIUOLO

Gordon Ramsay ha detto di lui: “Credete che io sia cattivo? Non avete ancora conosciuto il mio amico italiano, Antonino Cannavacciuolo”, a proposito di “Cucine da incubo” versione italiana dell’inglese “Kitchen Nightmares”, dove il grande (non solo in senso figurato) cuoco napoletano offre consigli per trasformare ristoranti tristi e poco frequentati in locali moderni e dalla cucina accattivante.
Suo padre già lavorava come cuoco in un grande albergo di Caserta, mentre il giovane Antonino dopo essersi diplomato alla scuola alberghiera di Vico Equense lascia la sua terra per farsi esperienza nelle cucine di ristoranti tre stelle francesi, come l’Auberge dell’Ile di Illerausen e il Buerehiesel di Strasburgo, poi al Grand Hotel Quisisana sotto la guida di Gualtiero Marchesi.
Il “burbero benefico” Cannavacciuolo nel 1999 con la moglie Cinzia Primatesta assume la gestione del Ristorante Hotel Villa Crespi sul lago d’Orta.
I suoi piatti simbolo sono la scarola liquida, la linguina di Gragnano con calamaretti e zuppa di pane di segale allo spezzatino. La sua cucina, raffinata seppure non troppo leziosa, combina i sapori e i prodotti del Sud con quelli nordici- piemontesi.
Ottima forchetta lui stesso, le poche volte che si ciba in casa, anche se non molto spesso, predilige una cucina semplice e casalinga adatta anche ai suoi figli.
Grande tifoso della squadra di calcio del Napoli, ricorda con affetto ed emozione la volta che invitò nel suo ristorante Maradona; da napoletano non poteva chiedere di meglio, anche se considera comunque un “personaggio” qualsiasi cliente del suo locale.
Adora il vino buono e se dovesse scegliere in quale ristorante andare a mangiare opterebbe per uno giapponese, paese che ama particolarmente.
Le sue regole per raggiungere il successo: “imparare da un maestro; puntare a un obiettivo chiaro; imporsi una disciplina ferrea; lavorare sodo, anche a costo di sacrificare la vita personale; riporre fiducia nella squadra, alternando autorevolezza e capacità di ascolto; avere sempre l’ambizione di crescere ma anche l’umiltà di rimettersi costantemente in gioco”.
Ha pubblicato due libri “In cucina comando io” e “Pure tu vuoi fare lo chef?”. Cannavacciuolo affiancherà il trio Cracco-Barbieri-Bastianich nella quinta edizione di MasterChef Italia.
Chi lo conosce e segue le sue trasmissioni televisive, vede che ama particolarmente accomiatarsi dai suoi amici con dei sonori manrovesci sulla nuca da lasciarli letteralmente acciaccati, quindi è meglio non provocare questa curiosa tradizione ordinando tra i vari piatti il capocollo.

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