Mostra di Avvento e Natale dedicata a profughi e migranti di ieri e di oggi

"In fuga da Nazareth" si può visitare in Cattedrale a Fossano, fino all'Epifania

Da oggi, 26 novembre, fino al 6 gennaio in Cattedrale a Fossano, è possibile visitare la mostra “In fuga da Nazareth” proposta dalle parrocchie della città di Fossano. L'obiettivo della mostra - a cura dell'associazione culturale torinese MIDRASH - è denunciare, attraverso la forza delle immagini, il dramma umanitario dei profughi in atto in tutto il mondo.

«L’idea della mostra - spiegano gli ideatori - nasce durante il periodo di Avvento dopo mesi di dibattiti politici infiniti, che continuano tuttora, sulla tragedia dei profughi trattati come un fastidio, una seccatura, persone che emigrano quasi solo per disturbarci o peggio, per mettere in pericolo la nostra serenità e la nostra sicurezza, colpevoli in realtà di far emergere tutta la nostra miseria umana. Lasciare morire vite umane in mare e perseguitare chi si adopera per salvarle è diventato purtroppo accettabile anche da tanti che si definiscono cristiani e perfino difensori del cristianesimo. Siamo passati da un’indifferenza passiva ad un’azione colpevole dell’intero opulento Occidente».
I quadri della mostra, ad eccezione del primo, che ha dato origine all’intera produzione, sono tratti volutamente da foto vere, sono persone reali, veri profughi, perseguitati e poveri del nostro tempo, veri padri e madri che si accompagnano sempre con i propri figli, l’unica vera ricchezza che possiedono, anche quando questi sono assenti (vedi “L’Insensatezza”).
«La fuga per la vita, la fuga in Egitto da Nazareth si ripete tragicamente ogni giorno e sono i profughi a rievocarla in un amaro presepe - sottolineano ancora gli ideatori -. Tutto era già scritto, bisognava solo saperlo leggere, è stata questa l’intuizione, che ha spinto a riprodurre tale e quale il tragico presepe dei nostri tempi, mostrando, nonostante tutto, la forza e la bellezza della dignità umana, la sacralità della vita, perché nonostante la povertà e il male, rimaniamo sempre “figli di Re”. Il tentativo è la volontà di avvalorare il tema che da scarto e povertà può nascere ugualmente bellezza; bellezza fuori certamente dai canoni imposti dalla pubblicità e non solo. Bellezza imperfetta come la superficie ferita dei pannelli utilizzati, che grazie alla loro imperfezione sono resi unici e irripetibili, perfetta incarnazione metaforica di cos’è realmente la vita, di cos’è l’uomo e l’intera umanità».

Legati alla mostra sono in programma alcuni appuntamenti tra Natale e l'Epifania, sempre in Cattedrale a Fossano: 26 dicembre, nelle messe delle ore 11 e 18 l'omelia è affidata a fra' Marco Costa; 6 gennaio: alle 18 il vescovo Piero Delbosco presiede la "Messa dei popoli", alle 21 la performance di chiusura con il Gruppo Catartico.

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